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FINANZA/ Chi c’è dietro il nuovo "attacco" alla Grecia?

Occhio alla Borsa di Stoccarda, dove si trattano derivati e obbligazioni sovrane e dove i tedeschi fanno il lavoro sporco per evitare di sporcare la reputazione del Dax di Francoforte: potremmo scoprire, ancora una volta, chi è il regista della grande tragedia - o farsa - greca. E ieri i dati parlavano chiaro: nella tabella dei bond asovrani con le performance peggiori, tolto il peggio del peggio che era rappresentato dall’Argentina con un rotondo -16,57% (si trattava però del bond con scadenza 2049 che ha pagato l’interesse del 9% due giorni fa, quindi ieri tutti a vendere: eh sì, l’Argentina è in salute...), tutta la colonna era monopolizzata da obbligazioni greche di varie scadenze con variazioni e volumi che parlavano già la lingua del panico montante. Ma non solo. A guidare i tonfi, ovvero le vendite, c’era il bond con scadenza 2030 con un bel -8,62%, poi quello 2033 con -7,99%, poi ancora il 2040 con -7,51%. E non è finita. Il 2042 a -7,49%, il 2031 a -7,39%, il 2026 a -6,67%, il 2041 a -6,48% e il 2037 a -6,22%. Il decennale perdeva “solo” il 5,34%.

Che significa questo? Che sul benchmark, il 10 anni appunto, si comincia a temere, ma c’è ancora un barlume di fiducia di poter vendere a un prezzo migliore, sperando che la situazione si sblocchi, mentre sulle scadenze lunghe le banche stanno scaricando l’impossibile già oggi. Il frutto amaro e un po’ marcio dello swap è in vendita a prezzo di quasi saldo a Stoccarda, un’altra volta. La Grecia, si sa, è piccola, la sua economia conta solo per il 2% dell’Ue, ma guardate in questo grafico come ha reagito l’indice Standard&Poor’s 500 giovedì pomeriggio quando il Financial Times ha sparato la minaccia del Fmi... Attenti a scherzare con il fuoco, questa volta.

 

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