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ALITALIA/ La fusione con Fs per "spiazzare" Air France e Turkish

Pubblicazione:domenica 23 giugno 2013

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Tutto cambia, nulla cambia: perché Cai è ancora troppo piccola per considerarsi un vettore globale, ma troppo grande per essere un Regional (vedi vecchia AZ), perché la sua incapacità di effettuare ricavi è ormai storica (vedi vecchia AZ), perché sono anni che si dice (almeno chi di economia del trasporto aereo mastica qualcosa) che una compagnia basata sul medio raggio o sui voli nazionali non può decollare perché non in grado di sostenere la concorrenza delle low cost e dell’alta velocità ferroviaria (vedi vecchia AZ) e perché abbassare il costo del lavoro fino a raggiungere e superare limiti da low cost produce più danni che benefici.

Le prime dichiarazioni del nuovo manager sono in pratica una sconfessione del piano Fenice che appartiene ormai al passato (ed è costato altri soldi). Dato che i danni di anni di politiche sbagliate e, sopratutto, l’enorme mole di aerei di lungo raggio non si leniscono o si acquisiscono in poco tempo, viene da pensare ad altri tagli che possano ridurre il più possibile le perdite, ma anche l’operatività, della ex compagnia di bandiera, in attesa del salto di qualità che dovrebbe potersi intravedere a partire da ottobre, ma anche più in là.

Certo è che una cosa si dovrebbe sapere e subito: ossia se chi governa l’Italia abbia chiaro in testa se il trasporto aereo serva a qualcosa oppure si debba affidarlo ad altri (che naturalmente faranno i loro interessi) e quindi “Alitalia amen”: visto che ci ritroviamo ancora con un Paese dagli enormi vantaggi nel settore (turismo ed emigrazione ai 4 angoli del globo tra gli altri) sarebbe opportuno che qualche interventuccio si mettesse in piedi, a meno di resuscitare l’Andrea Doria, la Michelangelo e la Raffaello, cosa abbastanza sconveniente mi pare. E allora perché non fare qualcosa di intelligente considerando anche l’appeal della nostra beneamata Penisola nel mondo?

C’è una situazione, a mio parere, che si sta sviluppando e potrebbe quasi permetterci di rivivere i fasti di quel ‘98, ma stavolta in modo intelligente. Vediamola. Il trasporto aereo è in crisi da un bel po’ di tempo e lo si sa, come pure che l’Air France non è più disposta ad accollarsi il carrozzone italiano come nel 2008 a causa anche di problemi suoi molto grossi di bilancio. Una sua crescita di partecipazione (attualmente ha il 25% di azioni di Cai) sarebbe minima e comunque taglierebbe molto network italiano a favore del vettore transalpino che opererebbe molti voli intercontinentali via Parigi. Le uniche compagnie aeree bisognose di sviluppo in Europa, specialmente al centro di un Mediterraneo che cascherebbe proprio a fagiolo per i loro piani, sono quelle dei Paesi Arabi del Golfo Persico.

Si parla tanto di Ethiad, un vettore che sul piatto oltre ai soldi metterebbe pure una cinquantina di opzioni per aerei di lungo raggio in tre anni: proprio quello che fa al caso di Cai. Però le regole Ue impedirebbero al vettore arabo di papparsi l’intera torta. Ecco allora la soluzione del problema: l’entrata in campo delle Ferrovie, che proprio l’altro giorno hanno smentito il loro intereresse per Alitalia, quindi possiamo stare tranquilli (visti altri precedenti proprio nel settore) che invece alla fine qualcosa di concreto c’è.


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COMMENTI
24/06/2013 - In merito all'eroe... (Guido Gazzoli)

Dimenticavo....l'atterraggio compiuto dall'ex cassintegrato comandante di tutto si può definire ma non di fortuna...la manovra fatta ha dimostrato le sue grandissime capacità , questo per mettere in chiaro certi commenti . Purtroppo nel 2008 , tanto per citarle un caso , il direttore di una importantissima Radio di Roma ebbe a commentare le manifestazioni di Agosto dei dipendenti Alitalia in questo modo : " Mi scandalizzano perchè è risaputo che al giorno d'oggi un bambino pratico di videogames può guidare un aereo " Ecco..qui sta il punto...ma allora un macellaio pratico di coltelli può fare il chirurgo ? Guido Gazzoli

 
24/06/2013 - In risposta a Crippa... (Guido Gazzoli)

Carissimo tralascio quello che ha commentato l'altro lettore per non ripetermi ma condivido pienamente che il caso Alitalia è stato il più fulgido esempio di informazione distorta avvenuto nel nostro Paese nel mondo del lavoro..che poi si è replicato in altre realtà. Solo chi non sa o non si informa ( cosa che da noi è abbastanza generalizzata ) può pensare quanto da lei scritto . E poi le dirò..faccia caso che la parola ipotesi nell'articolo è virgolettata..secondo lei perchè ? In ultimo vedo questa strada come la unica percorribile per mettere una pezza su di un sistema che proprio decisioni scellerate a livello politico hanno permesso di caricarcelo sul groppone ( nostro ). Le ricordo che TUTTA la manovre legislativa del caso Alitalia-CAI è stata bocciata con decreto datato giugno 2009 dalla UE... Ricordo benissimo che il direttore di un importante quotidiano finanziario Italiano proibì la pubblicazione della notizia perchè "sennò salta tutto " E visto che ci siamo mi spieghi Lei come mai AIRONE che aveva 1200 mln di debiti con Banca Intesa ( ossia stava messa fallita in tutto e per tutto ) è diventata playmaker dell'operazione e il debito sia sparito...capisce adesso ? La saluta cordialmente Guido Gazzoli

 
24/06/2013 - Alitalia e i soliti benpensanti. (domenici massimo)

Vorrei ricordare a Giuseppe Crippa, che la condizione fallimentare di Alitalia ha origini non recenti ed è stata causata dalla condotta scellerata di manager che hanno prodotto come atto finale nel 2008, la fuoriuscita di oltre diecimila dipendenti dall’azienda. Le ricordo che il governo Prodi, poco prima che decadesse, aveva portato a termine con Air France, il progetto di vendere Alitalia alla compagnia francese senza che questa operazione avesse ricadute economiche per i cittadini (sull’argomento le consiglio di informarsi perché c’è molto da leggere), ma Berlusconi decise per la nota cordata di “capitani coraggiosi” che avrebbero dovuto mantenere l’italianità dell’azienda. Tutto questo a totale scapito della comunità. Pertanto mi lasci dire che scaricare sui lavoratori brutalmente defenestrati (peraltro per la maggior parte di loro senza i requisiti minimi per andare in pensione), la responsabilità di quanto accaduto, e aggiungo, collocarli per via dei benefici degli ammortizzatori sociali ottenuti, in contrapposizione con altri lavoratori precari, lascia veramente l’amaro in bocca. Questo è perfettamente in linea con il cittadino italiano medio che con il suo suffragio, ha permesso alla destra e a personaggi ineleggibili, di governare questo Paese per tutti questi anni.

 
23/06/2013 - Basta così per favore! (Giuseppe Crippa)

Mi scuso con l’autore dell’articolo, ma non condivido affatto il suo suggerimento allo Stato di riprendere tramite FFSS il controllo di Alitalia. Non capisco cosa intenda l’autore per “cultura del settore” e meno ancora perché definisca “eroe” il comandante protagonista del recente atterraggio di fortuna a Fiumicino. A mio modesto avviso chi nel passato ha portato Alitalia alla fallimentare situazione che abbiamo conosciuto e chi più recentemente non è riuscito a far meglio sono entrambi “inculturati” ed è bene siano stati sostituiti da manager che possono vantare storie di successo seppure in altri settori, ed il comandante sopra citato (che avrei definito eroe soltanto se fosse stato dotato di paracadute ed avesse evitato di salvarsi da solo per cercare di salvare tutti) merita il massimo rispetto soprattutto per il fatto che ha rinunciato ad avvalersi degli ammortizzatori sociali di gran lunga esagerati rispetto a quelli disponibili per la massa dei lavoratori offerti ai dipendenti Alitalia per rimettersi in gioco in un’altra compagnia aerea. Troppo facile – dopo anni di aiuti di vario tipo – invocare ancora un ritorno nelle braccia dello Stato a spese di tutti i contribuenti. Basta così per favore!