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ALITALIA/ La fusione con Fs per "spiazzare" Air France e Turkish

Pubblicazione:domenica 23 giugno 2013

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E così l’italica frase di gattopardesca memoria “Cambiare tutto affinché nulla cambi” pare proprio calzare a pennello in ogni angolo del nostro disastrato Paese, pure nei cieli. Infatti, siamo ancora qui dopo 5 anni a riparlare di una Fenice che, presentata in pompa magna e con tutta l’enfasi mediatica, di decollare o risorgere non ne ha proprio voglia. Avrete capito che stiamo parlando di Alitalia... pardon di Cai.

I roboanti comunicati che si sono succeduti fin dalla sua nascita, le dichiarazioni patriottiche per il salvataggio, le promesse mai mantenute sono qui adesso a commentarci il miracolo. Eh sì, perché di miracolo si deve proprio parlare. Davvero non si capisce come un’azienda con 60 anni di storia, nella situazione fallimentare in cui era, ereditata da un gruppo di “industriali” e solo per la parte buona, cioè quella senza perdite, con uno Stato che abbonda scandalosamente di aiuti di ogni genere scaricando le perdite sul solito Pantalone (cioè noi) possa riuscire nel “miracolo” di riprodurre fedelmente tutte le caratteristiche della vecchia Alitalia, superandola addirittura nel passivo. Viene da pensare che chi per anni ha preso le redini della compagnia lo abbia fatto credendola un’industria qualsiasi, non un’entità dove occorra una grandissima cultura del settore per tentare di recuperarla.

La cultura del settore è stata invece abbondantemente tagliata, con i 10.000 licenziamenti che, caso unico in Italia, hanno riguardato le persone con più anzianità, ergo know-how, buttato letteralmente nella spazzatura, addirittura colpevolizzandolo di essere il male da estirpare. Quale male fosse lo si è visto anche di recente, quando un aereo di una compagnia low cost è stato miracolosamente salvato da un atterraggio compiuto a Fiumicino con tutti gli “attributi” del caso da un comandante italiano... ex cassintegrato della gloriosa compagnia di bandiera.

E così eccoci arrivati all’ennesimo nuovo Amministratore delegato, film già visto anni fa nel 1998, quando Alitalia si trovò dalle stelle di diventare il più grosso vettore europeo con un hub di importanza strategica come Malpensa a sua disposizione, alle stalle di un progetto fallito a causa della politica comunitaria (nel senso di Comune di medioevale retaggio) completamente mancante della parola “sistema Paese”. Anche lì iniziò un valzer di amministratori, che terminò con il commissario fallimentare. Qui siamo già arrivati al terzo: a Gabriele Del Torchio facciamo tutti gli auguri possibili, ma, benché già artefice del salvataggio di un’altro simbolo del made in Italy quale Ducati, il lasso di tempo a sua disposizione è straordinariamente breve e il settore talmente complicato, proprio per la sua cultura, che davvero stavolta un miracolo (in positivo però) sarebbe necessario.


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COMMENTI
24/06/2013 - In merito all'eroe... (Guido Gazzoli)

Dimenticavo....l'atterraggio compiuto dall'ex cassintegrato comandante di tutto si può definire ma non di fortuna...la manovra fatta ha dimostrato le sue grandissime capacità , questo per mettere in chiaro certi commenti . Purtroppo nel 2008 , tanto per citarle un caso , il direttore di una importantissima Radio di Roma ebbe a commentare le manifestazioni di Agosto dei dipendenti Alitalia in questo modo : " Mi scandalizzano perchè è risaputo che al giorno d'oggi un bambino pratico di videogames può guidare un aereo " Ecco..qui sta il punto...ma allora un macellaio pratico di coltelli può fare il chirurgo ? Guido Gazzoli

 
24/06/2013 - In risposta a Crippa... (Guido Gazzoli)

Carissimo tralascio quello che ha commentato l'altro lettore per non ripetermi ma condivido pienamente che il caso Alitalia è stato il più fulgido esempio di informazione distorta avvenuto nel nostro Paese nel mondo del lavoro..che poi si è replicato in altre realtà. Solo chi non sa o non si informa ( cosa che da noi è abbastanza generalizzata ) può pensare quanto da lei scritto . E poi le dirò..faccia caso che la parola ipotesi nell'articolo è virgolettata..secondo lei perchè ? In ultimo vedo questa strada come la unica percorribile per mettere una pezza su di un sistema che proprio decisioni scellerate a livello politico hanno permesso di caricarcelo sul groppone ( nostro ). Le ricordo che TUTTA la manovre legislativa del caso Alitalia-CAI è stata bocciata con decreto datato giugno 2009 dalla UE... Ricordo benissimo che il direttore di un importante quotidiano finanziario Italiano proibì la pubblicazione della notizia perchè "sennò salta tutto " E visto che ci siamo mi spieghi Lei come mai AIRONE che aveva 1200 mln di debiti con Banca Intesa ( ossia stava messa fallita in tutto e per tutto ) è diventata playmaker dell'operazione e il debito sia sparito...capisce adesso ? La saluta cordialmente Guido Gazzoli

 
24/06/2013 - Alitalia e i soliti benpensanti. (domenici massimo)

Vorrei ricordare a Giuseppe Crippa, che la condizione fallimentare di Alitalia ha origini non recenti ed è stata causata dalla condotta scellerata di manager che hanno prodotto come atto finale nel 2008, la fuoriuscita di oltre diecimila dipendenti dall’azienda. Le ricordo che il governo Prodi, poco prima che decadesse, aveva portato a termine con Air France, il progetto di vendere Alitalia alla compagnia francese senza che questa operazione avesse ricadute economiche per i cittadini (sull’argomento le consiglio di informarsi perché c’è molto da leggere), ma Berlusconi decise per la nota cordata di “capitani coraggiosi” che avrebbero dovuto mantenere l’italianità dell’azienda. Tutto questo a totale scapito della comunità. Pertanto mi lasci dire che scaricare sui lavoratori brutalmente defenestrati (peraltro per la maggior parte di loro senza i requisiti minimi per andare in pensione), la responsabilità di quanto accaduto, e aggiungo, collocarli per via dei benefici degli ammortizzatori sociali ottenuti, in contrapposizione con altri lavoratori precari, lascia veramente l’amaro in bocca. Questo è perfettamente in linea con il cittadino italiano medio che con il suo suffragio, ha permesso alla destra e a personaggi ineleggibili, di governare questo Paese per tutti questi anni.

 
23/06/2013 - Basta così per favore! (Giuseppe Crippa)

Mi scuso con l’autore dell’articolo, ma non condivido affatto il suo suggerimento allo Stato di riprendere tramite FFSS il controllo di Alitalia. Non capisco cosa intenda l’autore per “cultura del settore” e meno ancora perché definisca “eroe” il comandante protagonista del recente atterraggio di fortuna a Fiumicino. A mio modesto avviso chi nel passato ha portato Alitalia alla fallimentare situazione che abbiamo conosciuto e chi più recentemente non è riuscito a far meglio sono entrambi “inculturati” ed è bene siano stati sostituiti da manager che possono vantare storie di successo seppure in altri settori, ed il comandante sopra citato (che avrei definito eroe soltanto se fosse stato dotato di paracadute ed avesse evitato di salvarsi da solo per cercare di salvare tutti) merita il massimo rispetto soprattutto per il fatto che ha rinunciato ad avvalersi degli ammortizzatori sociali di gran lunga esagerati rispetto a quelli disponibili per la massa dei lavoratori offerti ai dipendenti Alitalia per rimettersi in gioco in un’altra compagnia aerea. Troppo facile – dopo anni di aiuti di vario tipo – invocare ancora un ritorno nelle braccia dello Stato a spese di tutti i contribuenti. Basta così per favore!