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FINANZA/ 2. Il "test" che boccia l’euro

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Ora quella triste ipotesi è divenuta realtà: la Bce fin dall’inizio del suo operato, nel 2001, ha avuto una politica monetaria eccessivamente espansiva, tanto che nel 2007 uno studio di tre economisti della Banca d’Italia si chiedeva come mai non vi fosse inflazione, visto l’eccesso di moneta creato dalla Bce. Cioè quello studio dava per scontato un dato che al grande pubblico (e a molti economisti) era ignoto, cioè l’eccesso di moneta creato dalla Bce e finito nei mercati finanziari.

Ancora oggi questo elemento è quasi mai portato alla luce e mai commentato (a parte la mia flebile voce!). Solo negli ultimi anni, dopo lo scoppio della crisi, viene considerato e soppesato, sempre in senso positivo, come se la creazione di moneta (esclusivamente per salvare un sistema bancario ridotto alla canna del gas) fosse automaticamente una creazione di valore. La mancanza di un vero dibattito sul tema ha evitato che fosse valutata anche l’ipotesi contraria: che la creazione di moneta fosse una distruzione di valore. In particolare, visto che la moneta è finita primariamente nei mercati finanziari, la distruzione di valore doveva essere relativa all’economia reale.

C’è un brano di Vangelo che ci aiuta a considerare il cuore della questione: è il brano che la liturgia della Chiesa ci ha proposto domenica. Gesù chiede ai suoi: “Cosa dice la gente che io sia?”. Perché Gesù fa questa domanda? Non sapeva già cosa la gente pensava? Aveva forse lui bisogno di sapere cosa pensasse la gente? O voleva rendere i suoi consapevoli di quanto stava accadendo anche nelle loro coscienze? La gente, frequentandolo frammentariamente, poteva farsi un’idea parziale di lui. Ma i suoi discepoli, che lo frequentavano tutti i giorni, dovevano avere un’idea più chiara. “E voi chi dite che io sia?”. La conoscenza viene da un’esperienza personale, sempre. Al massimo, può venire dalla mediazione di persone fidate, cioè di persone delle quali, sempre per esperienza, ci si può fidare. E solo questa conoscenza è in grado di sfidare il tempo, di resistere alle intemperie delle vicissitudini umane. L’affermazione “tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente” non era frutto di una posizione ideologica, ma di un’esperienza di vita quotidiana che non potevano negare in nessun modo, tanto era evidente.

Ora per affacciarsi alla conoscenza, prima di fare affermazioni che rischiano di corrispondere a una visione ideologica, occorre porsi le domande cruciali. Cos’è l’Europa? Cosa sono i popoli europei? Cosa sono gli Stati? Cosa è la banca centrale? Nell’architettura degli stati moderni, la banca centrale è sempre stata il “prestatore di ultima istanza”, cioè l’istituto che, su imperio delle autorità politiche, per preservare il bene comune ha il potere di stampare quanta moneta necessaria. Ma la Bce, per statuto, non è prestatore di ultima istanza. La Bce è una vera banca centrale?

E la domanda riguarda pure la moneta: l’euro è vera moneta? Nel momento in cui l’euro, senza alcun coordinamento con le politiche economiche degli stati, viene creato in eccesso e finisce primariamente nei mercati finanziari, non è forse primariamente uno strumento finanziario e sempre meno una moneta utile all’economia reale? Una vera moneta non dovrebbe servire soprattutto all’economia reale?



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