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Economia e Finanza

TOP SECRET (?)/ Italia, un nuovo 1992 senza i poteri forti

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Stare a fare il riassunto delle colpe storiche di questa situazione è un esercizio che appare ormai grottesco. L’incapacità della classe dirigente italiana, nel suo complesso, di frenare le spinte destabilizzanti e di non saper operare delle riforme strutturali è ormai nota proprio dal 1992. In quell’anno ci fu una riunione riservata proprio a Mediobanca, dove si decise la totale chiusura a ogni possibile collaborazione con la Procura di Milano. Insieme alla perentoria denuncia dei metodi e dell’azione dei magistrati “che stavano destabilizzando il Paese e la sua economia”. Quella decisione non riuscì a reggere neppure una settimana. Figuriamoci se è possibile una resistenza oggi di fronte ai grandi interessi internazionali che si stanno muovendo all’ombra di questa crisi politica ed economica-finanziaria.

Oggi lo sfondo internazionale è sempre dettato dalla volontà degli americani di destabilizzare l’area dell’euro. Nel loro schematismo pragmatico, pur di mettere in difficoltà la Germania, gli americani non si fermano di fronte a nessuna realtà: sia quella greca, sia quella spagnola o anche quella italiana. In più, il groviglio politico e istituzionale in cui l’Italia è immersa costituisce una sorta di prateria per scorribande di ogni tipo. Si dice già adesso, secondo alcuni osservatori economici competenti, che alcuni Fondi sarebbero in grado di assicurarsi il controllo di una parte consistente dell’apparato produttivo italiano, cioè delle nostre imprese.

La risposta del governo e delle forze politiche è per ora solo declamatoria, basata su un sostanziale immobilismo, che nasconde con tutta probabilità la realtà dell’incertezza dei nuovi dati che arriveranno mese dopo mese sull’impoverimento degli italiani, su un nuovo calo dei consumi e su un sostanziale aumento della pressione fiscale. Si dice che di fronte a una simile situazione ci vorrebbe uno statista, una classe dirigente coraggiosa, alcune iniziative scioccanti rispetto all’andazzo imposto dall’ottusa burocrazia europea e dei patetici burosauri italiani.

Campa cavallo! Oltre all’immobilismo, si aggiunge da anni un’ondata “moralistica” che supera gli stessi aspetti farseschi. La sentenza contro Silvio Berlusconi è solo il frammento di una sequenza che si ripete da anni. Si raggiunge il comico puro con la ripetitiva dichiarazione che le “tutte le sentenze vanno rispettate” e neppure discusse, come avveniva nei paesi comunisti prima del 1989. A questo proposito, si consiglia ai moralisti di ogni parte di leggersi una frase di un grande statista, teorico dello Stato assoluto, il cardinale Richelieu: “Datemi sei righe scritte per mano del più onesto degli uomini, e ci troverò un motivo per farlo impiccare”. Anche in questo caso si potrebbero vedere le due fasi storiche della tragedia e della farsa.


COMMENTI
26/06/2013 - Von Hyek e M. Friedman Sì Keynes e Marx No (Carlo Cerofolini)

Per risolvere sì agli insegnamenti di von Hayek e Milton Friedman NO a quelli di Keynes e Marx.