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FINANZA/ Ecco la "bolla atomica" pronta a far esplodere i mercati

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Ben Bernanke (Infophoto)  Ben Bernanke (Infophoto)

Non lo dice Mauro Bottarelli che non conta nulla, lo ha ammesso due settimane fa - ignorato dalla grande stampa italiana - Andy Haldane, responsabile della Financial Stability della Bank of England. Ecco le sue parole, testuali: «Abbiamo intenzionalmente gonfiato la più grossa bolla obbligazionaria sovrana della storia. L’esplosione di questa è un rischio che ora si fa acuto, vediamo un’inversione disordinata dei rendimenti come il più grosso rischio per la stabilità finanziaria globale». Ora, a chi tocca il compito di evitare questa inversione disordinata? O, meglio, chi ha la forza per poterla evitare? La Fed, è il suo lavoro. Ed ecco la strategia attuale: la Fed continua a tenere i tassi a breve a quasi zero, continua a comprare bonds, ma comincia a parlare di rallentamento e fine del programma di stimolo. E i rendimenti cominciano a salire: per tutti, Treasuries, obbligazioni giapponesi, britanniche, addirittura svizzere, europee in genere.

Qualche esempio? Dall’annuncio della Fed il rendimento del Btp a 10 anni è salito di 34 punti base, dal 4,26% al 4,6%, mentre quello dei Bonos è balzato dal 4,52% della chiusura del 19 giugno (prima del discorso di Bernanke) al 4,97%. Su di 39 punti base anche il rendimento dei titoli portoghesi e di 27 quello dei titoli irlandesi: da mattanza, la traiettoria del decennale ristrutturato greco. Ma le vendite non hanno colpito solo i titoli della periferia dell’Eurozona, sono stati venduti anche i titoli dei paesi a tripla A e quelli francesi. I tassi sui titoli tedeschi a 10 anni sono saliti dall’1,55% all’1,73%, quelli dei titoli di Olanda e Austria di oltre 11 punti base.

Il problema è che se si vendono i titoli anche del Nord Europa, lo spread potrebbe diventare un segnalatore di rischio falsato: ovvero, potremmo restare intorno a quota 300 grazie alla contemporanea vendita di debito tedesco, olandese e francese, ma qualcuno sul mercato potrebbe prezzare un net spread su Italia e Spagna, ovvero un spread al netto del dato di offsetting automatico e involontario che giunge dalle vendite su altri Paesi, tra cui il benchmark Germania. A quel punto, le aste diventeranno terreno di battaglia, al netto dello spread ufficiale.

Insomma, quello che sta compiendo Bernanke è una sorta di esplosione controllata, come quando si abbattono gli ecomostri. Controllata sì, ma con troppe variabili che possono mandarla fuori controllo. Il decennale statunitense è al 2,60% di rendimento, il 2 maggio era all’1,66% e lo scorso agosto era all’1,3%. Il trentennale è quasi al 4,20% dal 3,59% di inizio maggio, in compenso il Refinancing Index è crollato del 40%. Cosa vuol dire? Le banche hanno drenato miliardi di dollari in commissioni fuori dal sistema, rifinanziando questa bolla, ma ora il gioco è finito, si rischia di saltare in aria con l’ecomostro. Lo conferma il Purchase Index, calato del 3% in una settimana, segno che tassi più alti andranno a impattare sugli acquisti di case. Questo grafico lo conferma, già oggi: per l’aumento dei tassi, il mercato immobiliare Usa ha già perso il 16% di valore in meno di due mesi! Eppure martedì pomeriggio il Dow Jones ha aperto in rialzo di 100 punti per l’ottimo risultato dell’indice Case-Shiller proprio sul mercato immobiliare!

 



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COMMENTI
27/06/2013 - Cosa fa l'economia /finanza per Haiti? (claudia mazzola)

C'è una differenza tra l'economia e finanza dalla vita reale. Ieri x avsi al Vittoriale di Bs abbiamo fatto uno spettacolo, in tutti i sensi, con Cevoli. Raccolta fondi per Haiti. CHe gratitudine, che bellezza che letizia e quanti soldi offerti. Tutto qui, è la realtà!