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FINANZA/ Ecco la "bolla atomica" pronta a far esplodere i mercati

Ben Bernanke (Infophoto) Ben Bernanke (Infophoto)

C’è poi l’enorme azzardo a cui ho dedicato più di un articolo, ovvero il segmento di mercato delle obbligazioni ad alto rendimento - di fatto, spazzatura - tramutato in un supermarket di massa della liquidità della Fed che ha compresso tutti i tassi, limitando i profitti di chi investe. Il quale, da buon beone, pur di fare qualche dollaro, ha comprato anche obbligazioni di Saturno o di Paperopoli. Lo yield medio di questo comparto ad alto rischio in questi anni è sceso del 20%, raggiungendo il valore insano del 5,24%: insomma, spazzatura che paga, per essere acquistata, come decennali italiani non molto tempo fa. Il 9 maggio, poi, la prima inversione, con il tasso medio in salita al 6,66% - sembra un segnale messianico - e gli investitori che cominciavano a svegliarsi, tardi, dalla sbornia collettiva e cominciavano timidamente a chiedere un premio di rischio più alto.

Purtroppo, però, molte aziende del settore sono ancora strapiene di quella immondizia presa nei giorni delle richieste a pioggia e ora rischiano di non riuscire a disfarsene: quindi, prepariamoci a cartolarizzazioni di massa dove impacchettare immondizia insieme a qualche assets decente o al default di qualcuno di quegli istituti. Il fatto è che stanno salendo, parecchio, anche i rendimenti dei bond investment grade: ovvero, i gestori di fondi non si limitano più a comprare cds per fare hedging sulle obbligazioni in portafoglio, le vendono per la paura come dimostra il grafico a fondo pagina. E chi dovrà tamponare, nel caso? La Fed. La quale con le parole di Bernanke la scorsa settimana ha punto la bolla per cercare di controllarne la fuoriuscita di aria senza che questa impazzisse, ma è un lavoro da mago: la Fed sa che deve sgonfiarla o salta tutto, ma non può e non vuole farla esplodere. Deve farla sgonfiare tipo sufflè.

E cosa di meglio che l’opacità delle parole di Bernanke, aperte a più interpretazioni? Non ci credete? «Non sono affatto favorevole a passare dal tutto al niente in una notte», ha dichiarato lunedì il presidente della Fed di Dallas, Richard Fisher, che dal prossimo anno sarà anche membro del Fomc. Gli ha fatto eco il numero uno della Fed di Minneapolis, Narayana Kocherlakota, a detta del quale «i mercati sbagliano a vedere una Fed diventata di colpo falco per necessità di contrarre la politica monetaria. Quest’ultima resterà accomodante per un periodo considerevole di tempo anche dopo la fine del Qe». Et voilà, torna il sorriso sui mercati. Gli investitori, infatti, reagiranno sul breve in entrambe le direzioni di mercato, spedendo i corsi verso violenti su e giù che evitino però una traiettoria unicamente ribassista.

Lo ha confermato John Hilsenrath venerdì scorso al Wall Street Journal: «I mercati potrebbero fraintendere o leggere in maniera distorta i messaggi della Fed». Vero, ma è ciò che la Fed vuole, ciò di cui ha bisogno per sgonfiare lentamente la bolla e non farla esplodere di botto. Occorre evitare ciò che è stato prefigurato da Haldane della Bank of England, ovvero l’inversione disordinata dei rendimenti. E lo si può fare solo mandando segnali contradditori ai mercati, alternare incertezza a false speranze - vi siete mai chiesti il perché di certi dati macro Usa, completamente sconnessi da un mese con l’altro manco fosse scoppiata una guerra? - e prolungare questo processo il più a lungo possibile, dando ai grandi players il tempo di riposizionarsi: magari facendoci anche soldi (guardate cosa sta comprando Goldman, infatti, Treasuries come se non ci fosse un domani), magari perdendoli, magari fallendo ed essendo salvati da mamma Fed, ma l’importante è dare il tempo alla bolla di sgonfiarsi a poco a poco.

Se ora vi sentite come Danny Glover in “Arma letale 2”, quando era seduto sulla tazza di un wc cui era collegata una bomba, vuol dire che avete ancora sale in zucca. È l’esatta situazione in cui siamo.

 

(2- fine)

 

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COMMENTI
27/06/2013 - Cosa fa l'economia /finanza per Haiti? (claudia mazzola)

C'è una differenza tra l'economia e finanza dalla vita reale. Ieri x avsi al Vittoriale di Bs abbiamo fatto uno spettacolo, in tutti i sensi, con Cevoli. Raccolta fondi per Haiti. CHe gratitudine, che bellezza che letizia e quanti soldi offerti. Tutto qui, è la realtà!