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FINANZA/ Ecco la "bolla atomica" pronta a far esplodere i mercati

Sul mercato obbligazionario si è gonfiata una bolla. Ora, spiega MAURO BOTTARELLI, la Fed sta cercando di sgonfiarla, ma il rischio è che possa esplodere pericolosamente

Ben Bernanke (Infophoto) Ben Bernanke (Infophoto)

Sono due i dati di fatto da non dimenticare mai quando si cerca di analizzare la politica della Fed e le sue conseguenze attuali sull’economia e la finanza globale: primo, come dimostra il grafico a fondo pagina, i livelli attuali del mercato azionario sono unicamente in funzione del programma di Qe. Né i fondamentali, né le condizioni economiche giustificano minimamente prezzi degli assets ai livelli attuali (nonostante il recente ma ancora minimo ritracciamento). Quindi, ogni qual volta sul mercato si spargerà anche il minimo accenno a rallentamento o stop al programma di stimolo, si innescheranno sell-off. Secondo, come ripeto da settimane, se la Fed davvero taglierà il Qe non lo farà sulla base di considerazioni economiche. Il governo Usa è illiquido senza gli acquisti o le sottoscrizioni di bonds della Fed, quindi se si smette la parabola dei deficit federali sarà da incubo. Nessun mercato può restare sopravvalutato per sempre, però può restarlo fino a quando lo suggerisce la razionalità: e, paradossalmente, salire ancora. Per un semplice motivo: il governo Obama dipende mani e piedi dallo schema di creazione della moneta della Fed, è l’unico metodo di finanziamento dei deficit non potendo garantire una spesa di questo livello con l’indebitamento convenzionale o la tassazione.

Questo, però, porta con sé la più grande verità, quella che i grandi giornali nascondono, vendendo anzi la favoletta che i programmi di stimolo stanno riavviando la ripresa economica. Balle. La Fed stessa sa che il Qe non ha effetti sull’economia, serve solo a garantire il finanziamento agli eccessi politici del governo: e non essendo un ente indipendente difficilmente prenderà decisioni sgradite al padrone. Altrimenti, avrebbe rallentato il Qe prima, non ora quando farlo significa squassare i mercati globali, stante la bolla obbligazionaria. Certo, proseguire o addirittura aumentare la liquidità immessa dalla Fed potrebbe stabilizzare o addirittura far salire i mercati, il problema è che a un determinato punto dello schema, lo stesso crolla per due semplici fattori.

Primo, irrompe sulla scena macro un’alta inflazione che causa un ulteriore declino dell’economia e spinge gli investitori a non fidarsi più della Fed. Secondo, la Fed è costretta a fermarsi a un certo punto e il governo o non riesce a farsi carico dei suoi obblighi di spesa o deve tagliare drasticamente la spesa pubblica. In teoria, infatti, la Fed potrebbe continuare a stampare moneta e comprare Treasuries, securities legate a mutui, persino titoli spazzatura per 85 miliardi di dollari al mese, ma si sa che esiste un punto di non ritorno. Quando un uomo come l’amministratore delegato di Wall Fargo, John Stumpf, arriva ad ammettere che «i risparmiatori hanno pagato un prezzo altissimo a questa ripresa. L’aumento dei tassi è una cosa buona, abbiamo bisogno di tornare alla normalità», vuol dire che qualcosa di molto serio è all’orizzonte. Uno schianto o una fregatura.

Anche perché la settimana prima fu l’uomo più potente del mondo, l’ad di Goldman Sachs, Lloyd Blankfein, a dichiarare che «i tassi di interesse devono normalizzarsi e non è normale avere tassi al 2%». Capito? Oggi i tassi sono allo 0,25% ma per Goldman Sachs non è normale nemmeno averli al 2%. Hanno paura per gli investitori? Per i risparmiatori? No, perché se la bolla obbligazionaria continua a espandersi potrebbe implodere in maniera incontrollata e allora sarebbe il loro sistema, quello finanziario, ad andare in pezzi. Ecco il punto di non ritorno di cui vi parlavo prima.

 


COMMENTI
27/06/2013 - Cosa fa l'economia /finanza per Haiti? (claudia mazzola)

C'è una differenza tra l'economia e finanza dalla vita reale. Ieri x avsi al Vittoriale di Bs abbiamo fatto uno spettacolo, in tutti i sensi, con Cevoli. Raccolta fondi per Haiti. CHe gratitudine, che bellezza che letizia e quanti soldi offerti. Tutto qui, è la realtà!