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FINANZA/ 1. Un altro "terremoto" per l’Europa (e l'Italia)

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Scusate, ma, seppur mascherato, questo non è un programma di stimolo, non è un Qe in piena regola? Tanto più che oggi la Bce detiene l’80% dei suoi assets a valore facciale e con lo status “risk free”, ovvero esente da rischio di credito. Peccato che così facendo le banche ottengano soldi al tasso “risk free” del 100% del prestito, anche se hanno postato come collaterale qualsiasi cosa, anche il menù di una gyreria di Atene e che ora quell’immondizia stia nel bilancio della Bce a valore facciale e non di mercato. Oltretutto, contabilizzata come “risk free”. Questi sono dei pazzi senza redenzione. Solo che il meccanismo si sta interrompendo, nel mondo opaco del finanziamento repo ci sono già oggi necessità di collaterale eligibile e di qualità per 11 triliardi di dollari e i nuovi prestiti della Bce serviranno solo a pagare quelli vecchi, un enorme schema Ponzi che non serve assolutamente a nulla a livello di crescita. Serve solo a mantenere in vita un sistema bancario marcio ed esorbitante.

Direte voi, le banche vanno salvate. Benissimo, allora mi spiegate la schizofrenia da ricovero immediato dell’ultima pensata dell’Unione europea? La quale starebbe pensando di fatto di vietare alle banche e ai brokers di utilizzare gli assets dei loro clienti come collaterale per le proprie operazioni di trading. Il draft è datato 15 maggio, è stato visionato da Bloomberg e nelle intenzioni dei regolatori ci sarebbe la volontà di migliorare la stabilità del mercato e arginare il sistema bancario ombra. Benissimo in linea di principio, sacrosanto, ma farlo ora, nelle condizioni attuali, significa disintegrare tutto: da un lato si fa il gioco delle tre carte per dare soldi alle banche accettando come collaterale le carte delle caramelle e dall’altro si vietano, di fatto, le operazioni repo. È come regalare la bicicletta a tuo figlio e poi togliergli le ruote! La Commissione europea, invece, vuole intervenire e subito: banche e broker dovranno avere il consenso formale e scritto del cliente affinché i suoi assets possano essere usati come collaterale in altre operazioni, un accordo contrattuale in piena regola. E secondo voi, oggi come oggi, chi darebbe l’ok a quel consenso? Esatto, solo un pazzo o qualcuno talmente con l’acqua alla gola da non avere alternativa.

Certo, il mercato repo nel sistema bancario ombra è un enorme e rischioso casinò tutto basato sull’equilibrio di controparte, visto che se chi detiene la security in quel momento va in bancarotta salta tutta la catena. E infatti la Commissione scrive che «l’incertezza su chi detiene un asset può innescare il panico in tempi di mercato sotto stress». Di più, «le complesse catene di collaterale possono rendere difficile per chi investe identificare chi detiene cosa, dove è concentrato il rischio e chi è esposto allo stesso. Questo ha conseguenze sulla trasparenza e la stabilità finanziaria». Bene, il Financial Stability Board ci dice che il sistema bancario ombra a livello globale pesa per qualcosa come 67 triliardi di dollari, 31 dei quali relativi ad attività europee. Se però la Commissione Ue è così folle da far evaporare con il suo provvedimento la fiducia nel sistema finanziario, la catena del collaterale crolla da sola, non ha bisogno di alcun evento di credito. Quindi, chi presta soldi a pioggia alle banche accettando biglietti del tram (usati) come collaterale, ora sta di fatto creando le condizioni affinché il mercato imponga una marginazione più alta e una più alta richiesta di collaterale. Quale, se collaterale buono non ce né più e la prima a saperlo è la Bce stessa?

Insomma, forse sarà la stessa Commissione europea a schiacciare il tasto del detonatore. D’altronde, certa schizofrenia non dovrebbe più destare stupore in questa Europa di matti. Ricordate i controlli sui capitali imposti dalla Banca centrale di Nicosia, ancora oggi in vigore dopo oltre due mesi (dovevano durare un paio di settimane), dopo il furto con destrezza dai conti correnti per salvare le banche del Paese? Bene, non sono serviti a nulla! Lo dimostra questo grafico, basato su dati resi noti proprio la scorsa settimana dalla Banca centrale di Cipro. Nel mese di marzo sono spariti dai conti degli istituti ciprioti 3,8 miliardi di euro, mentre in aprile siamo a quota 6,4 miliardi, 10% dell’intera base del deposito bancario in un solo mese.

 

 


COMMENTI
04/06/2013 - Il nodo gordiano (Vittorio Cionini)

Ormai è chiaro che la finanza mondiale è sfuggita di mano a tutti. Un turbine di ricchezza virtuale fatta di bit (anche i biglietti usati del tram sono un bene concreto !) ruota attorno al mondo aumentando di volume ad ogni giro in una nuvola di transazioni tra computer sempre più veloci e incontrollabili. Il limite fisico, ormai prossimo, è rappresentato dalla velocità della luce per il momento invalicabile e dalla (in)affidabilità della rete. La situazione non ha precedenti storici anche perché fino ad oggi non siamo mai stati 7 miliardi di persone connesse, incazzate e affamate chi di pane raffermo, chi di ostriche "Fine de Claire Label Rouge" e chi di diritti. Peccato ! C'era posto per tutti ma abbiamo perso il primo treno. Vittorio Cionini

 
04/06/2013 - L'alternativa (Renato Mazzieri)

Non saranno né le banche né gli stati né le loro organizzazioni internazionali a riportare il denaro all'ecomomia reale. L'unica soluzione è un sistema di credito alternativo: EkaBank.