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FINANZA/ 1. Un altro "terremoto" per l’Europa (e l'Italia)

L’Europa, spiega MAURO BOTTARELLI, sembra muoversi alla rinfusa e quanto sta accadendo a Cipro e in Grecia non lascia presagire nulla di buono per il futuro

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Per quanto potrà durare ancora il Qe della Bce? Sì, avete letto bene, il programma di stimolo mascherato dell’Eurotower. Perché se anche Francoforte non opera apertamente come la Fed, la Bank of Japan o la Bank of England, l’Europa ha il suo quantitative easing in atto e non da oggi. Non potendo per statuto prestare denaro direttamente ai paesi membri, la Bce si è semplicemente fatta furba e ha bypassato la questione attraverso un tacito accordo di silenzio-assenso. Le banche spagnole, ad esempio, hanno ottenuto 150 miliardi di euro dalla Bce, attraverso un processo che vede lo Stato garantire il debito degli istituti e le loro cartolarizzazioni, le quali vengono presentate alla Bce come collaterale per ottenere denaro. E cosa ci fanno le banche con quel denaro: mettono a posto il bilancio? No, comprano debito pubblico spagnolo, così lo spread cala e nessuno rompe l’anima a Draghi affinché agisca sul mercato secondario: un incesto senza precedenti.

Ed è proprio di due giorni fa la notizia che gli istituti di credito iberici hanno aumentato del 10% le loro detenzioni di debito pubblico governativo nei primi tre mesi di quest’anno, passando da 200 miliardi agli oltre 225 di fine marzo, il 40% del totale. E per Justin Knight, capo del reddito fisso europeo a Ubs, la scelta non sarebbe dettata da una “manina” politica, bensì da ragioni economiche, ovvero le banche spagnole - le quali come quelle italiane non hanno ancora ripagato pressoché nulla delle due aste Ltro della Bce - ritengono un buon investimento comprare debito iberico, soprattutto a lungo termine, per usufruire ancora del carry trade sui tassi d’interesse. Insomma, non sono costrette, sono proprio pazze di loro.

E in Grecia cosa è successo? La stessa cosa. Non solo l’Ue non conta le liabilities contingenti nel ratio debito/Pil nazionale, ovvero non vengono contabilizzate le garanzie statali sul debito delle banche per le loro continue emissioni obbligazionarie di carta igienica, ma nemmeno il denaro ottenuto dopo che quei titoli sono stati postati presso la Bce come collaterale per ottenere denaro, in operazioni di finanziamento normali o tramite l’Ela. E gli altri? Uguale identico. Quando Dexia è finita nei guai, Belgio, Francia e Lussemburgo hanno salvato la banca prestandole dei soldi. Pensate che nei bilanci degli Stati quel denaro sia stato contabilizzato come prestito? No, come investimento, garantendo quindi un aumento degli assets statali e non un aumento del debito pubblico, quindi della ratio debito/Pil.


COMMENTI
04/06/2013 - Il nodo gordiano (Vittorio Cionini)

Ormai è chiaro che la finanza mondiale è sfuggita di mano a tutti. Un turbine di ricchezza virtuale fatta di bit (anche i biglietti usati del tram sono un bene concreto !) ruota attorno al mondo aumentando di volume ad ogni giro in una nuvola di transazioni tra computer sempre più veloci e incontrollabili. Il limite fisico, ormai prossimo, è rappresentato dalla velocità della luce per il momento invalicabile e dalla (in)affidabilità della rete. La situazione non ha precedenti storici anche perché fino ad oggi non siamo mai stati 7 miliardi di persone connesse, incazzate e affamate chi di pane raffermo, chi di ostriche "Fine de Claire Label Rouge" e chi di diritti. Peccato ! C'era posto per tutti ma abbiamo perso il primo treno. Vittorio Cionini

 
04/06/2013 - L'alternativa (Renato Mazzieri)

Non saranno né le banche né gli stati né le loro organizzazioni internazionali a riportare il denaro all'ecomomia reale. L'unica soluzione è un sistema di credito alternativo: EkaBank.