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Economia e Finanza

FINANZA/ 2. La "fuga" della Germania può salvare l’Italia

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O si riallineano i cambi tra nord e sud, o qualunque altra misura di politica espansiva non rappresenterà altro che un pannicello caldo che, oltretutto, si trasformerebbe in breve nell’ennesimo boomerang. Si tratterebbe di interventi non solo nient'affatto risolutivi, ma persino dannosi.

 

Avendo una divisa unica, l’unica possibilità per allineare i cambi è la nostra uscita dall’euro?

Dal momento che nessuno dei nostri politici vuole sentire, in tal senso, ragioni (perché gran parte di essi hanno costruito fortune e carriere politiche sulla difesa dell’euro) possiamo auspicare l’uscita dei Paesi del nord Europa - in primis della Germania - dove diversi movimenti politici, autorevoli e sempre più grandi, stanno criticando l’attuale assetto economico-monetario.

 

Perché la Germania dovrebbe lasciare?

Anzitutto, l’Europa rappresenta pur sempre il suo mercato principale. Se dovesse implodere, anche per i tedeschi sarebbe un bel problema. Ci sarebbe, inoltre, un richiamo identitario nel tornare a una moneta forte. Non dimentichiamo che quando l’Italia uscì dalla moneta debole per entrare nell'euro e, quindi, nel club dei virtuosi, ci fu un’euforia generale. Per la Germania varrebbe un meccanismo psicologico simile: il Paese sta entrando in una fase recessiva, e i politici tedeschi incolpano del processo le popolazioni del sud. Comunque la si giri, l’abbandono della divisa unica coinciderebbe con l’abbandono di una moneta svantaggiosa per colpa degli altri per tornare a una valuta vantaggiosa per merito loro. 

 

(Paolo Nessi)

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