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FINANZA/ 1. Campiglio: ecco la "crepa" che farà crollare Italia e Ue

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Ritengo che l’intera questione sia mal posta. Il momento giusto per tagliare gli eccessi di spesa o comunque la spesa pubblica in generale è quando l’economia va bene. Mentre va male, il rischio è quello di amplificare le ripercussioni verso il basso. La questione decisamente centrale per l’Italia è quella degli investimenti, che dall’inizio del 2008 a oggi sono diminuiti di oltre un quarto. Gli investimenti nelle costruzioni sono caduti del 40%. È una situazione troppo pesante per essere ignorata, occorre avere delle priorità e a mio parere quella fondamentale sono gli investimenti. Utilizzare un investimento a debito non è un dramma, qualunque impresa si fa prestare soldi per compiere investimenti sul futuro, e non si vede quindi perché non possa farlo anche l’Italia.

 

Qual è invece la priorità per quanto riguarda il taglio delle tasse?

L’intervento sull’Imu ha un significato importante sia dal punto di vista del reddito disponibile che del settore immobiliare. Ma in questa fase occorrono anche azioni che consentano alle imprese di lavorare con regole più rapide e certe, con maggiori finanziamenti e con minori imposte, lasciando dei margini per investimenti e maggiore reddito per i lavoratori.

 

Non trova ingiusto che a paesi come Francia e Spagna sia stato concesso di ritardare il rientro sotto al 3% del deficit/Pil, mentre all’Italia no?

Qui non è questione di giustizia, bensì di politica. Il governo precedente ha perso l’occasione di mettere in campo l’autorevolezza del suo presidente del consiglio, Mario Monti, per ridiscutere le regole.

 

È quanto dovrebbe fare ora il governo Letta?

Sì. Tutte le regole Ue stanno portando non solo l’Italia ma anche l’Europa intera verso la decelerazione e la diminuzione della crescita. Un anno e mezzo fa si diceva che alla fine del 2012 si sarebbero visti i segnali della ripresa. Alla fine del 2012 si diceva che sarebbero arrivati alla fine del 2013. Adesso si dice che bisognerà aspettare il 2014, ma io comincio a domandarmi se anche nel 2014 ci sarà qualche cosa o se dovremo aspettare il 2015.

 

(Pietro Vernizzi)



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COMMENTI
06/06/2013 - Forza, signor Perna! (Giuseppe Crippa)

Signor Perna, non è così: legga per esempio il commento all’articolo di Arrigo ieri. Troverà un commento articolato e costruttivo su come ridurre il debito italiano anche in tempo di crisi. Mi fermo qui perché in questo momento sono impegnato in una fiera… Grazie a Dio chi esporta ha ancora modo di lavorare e non si sottrae a qualche (piccolo) investimento. Lei tenga duro!

 
06/06/2013 - 2015 (Diego Perna)

Per come siamo messi e col fatto che abbiamo il terrore a lasciare l' euro , la discesa verso il basso non potrá essere fermata. E' la logica che me lo fa dire, non il pessimismo, sono i dati, i risultati la disoccupazione e un sistema che vede banche e finanza protagonisti assoluti, e ai quali non possiamo piú rinunciare a meno di non far crollare tutto il sistema. E siccome il sistema non lo possiamo volontariamente fermare, l' unica é aspettare e vedere cosa succede, nessuno vuol correre il rischio di assumersi la responsabilità di azioni veramente valide, ma solo di piccoli ritocchi un pò qui e un pó la. Nulla di veramente valido a ricostruire il nostro sistema produttivo e che dia speranza ai ns giovano sempre piú costretti ad andare via dall' Italia.La gGrecia, vedi articolo di oggi sul Sussidiario é la prossima tappa.Buona giornata e buona fortuna. P.S Noto che nessuno fa piú commenti u questioni di crisi, del resto non serve a nulla, é comprensibile.