BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

FINANZA/ 1. Campiglio: ecco la "crepa" che farà crollare Italia e Ue

Per LUIGI CAMPIGLIO, il nostro governo deve ridiscutere le regole Ue che stanno portando non solo l’Italia ma anche l’Europa intera verso la decelerazione e la diminuzione della crescita

Infophoto Infophoto

La Banca centrale europea sceglierà di lasciare invariato il costo del denaro con un tasso allo 0,5%, pari al suo minimo storico. Ne sono convinti gli analisti alla vigilia del vertice di Francoforte che si terrà oggi e che dovrà deliberare sui tassi dei depositi. Nel frattempo spunta un piano d’emergenza della Bce per risanare in profondità le banche della zona euro. A rivelarlo è il settimanale tedesco Die Zeit, secondo cui questo progetto sarebbe contrastato a due livelli. Da un lato la Germania avrebbe perplessità nei confronti di una forte sorveglianza delle banche da parte delle istituzioni europee. Dall’altra Francia e Italia avrebbero il timore di un’ingerenza Ue nella loro indipendenza nazionale a livello creditizio. Ilsussidiario.net ha intervistato Luigi Campiglio, docente di Politica economica all’Università Cattolica di Milano.

 

Che cosa ne pensa dell’ipotesi di un ulteriore taglio dei tassi da parte della Bce?

La riduzione dei tassi sarebbe un segnale utile. Il problema centrale è però che oggi, quando si tratta di credito alle imprese, l’Europa è sempre più a due velocità. Mentre da un lato Francia e Germania, pur nella crisi, continuano ad accedere al credito senza particolari restrizioni, non altrettanto avviene in Spagna e in Italia, dove per di più il costo del denaro è più alto rispetto a Parigi e a Berlino. Si tratta di una divaricazione che non giova alla crescita e che non può essere risolto esclusivamente con la riduzione dei tassi.

 

In Germania crescono gli “euroscettici”. L’euro così com’è ha ancora senso?

Certo che l’euro ha un senso, anche se la moneta unica è uno strumento in funzione di un obiettivo. L’euro va quindi organizzato in modo più equilibrato di quanto finora sia avvenuto.

 

In che modo è possibile renderlo più equilibrato?

La questione è esterna all’euro. Se ci sono dei passi in avanti verso una maggiore solidarietà economica tra gli Stati, questo certamente trasmette maggiore efficacia alla politica monetaria e anche quindi all’euro. Il passo indietro rispetto all’euro sarebbe però drammatico.

 

Il governo sta studiando dei sistemi per non far computare nel deficit alcune spese (quelle per i terremoti di Abruzzo ed Emilia oppure per il cofinanziamento dei fondi europei). Lei che cosa ne pensa?


COMMENTI
06/06/2013 - Forza, signor Perna! (Giuseppe Crippa)

Signor Perna, non è così: legga per esempio il commento all’articolo di Arrigo ieri. Troverà un commento articolato e costruttivo su come ridurre il debito italiano anche in tempo di crisi. Mi fermo qui perché in questo momento sono impegnato in una fiera… Grazie a Dio chi esporta ha ancora modo di lavorare e non si sottrae a qualche (piccolo) investimento. Lei tenga duro!

 
06/06/2013 - 2015 (Diego Perna)

Per come siamo messi e col fatto che abbiamo il terrore a lasciare l' euro , la discesa verso il basso non potrá essere fermata. E' la logica che me lo fa dire, non il pessimismo, sono i dati, i risultati la disoccupazione e un sistema che vede banche e finanza protagonisti assoluti, e ai quali non possiamo piú rinunciare a meno di non far crollare tutto il sistema. E siccome il sistema non lo possiamo volontariamente fermare, l' unica é aspettare e vedere cosa succede, nessuno vuol correre il rischio di assumersi la responsabilità di azioni veramente valide, ma solo di piccoli ritocchi un pò qui e un pó la. Nulla di veramente valido a ricostruire il nostro sistema produttivo e che dia speranza ai ns giovano sempre piú costretti ad andare via dall' Italia.La gGrecia, vedi articolo di oggi sul Sussidiario é la prossima tappa.Buona giornata e buona fortuna. P.S Noto che nessuno fa piú commenti u questioni di crisi, del resto non serve a nulla, é comprensibile.