BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

BORSA/ La "sindrome di Godot" fa ballare i mercati, ma uccide le imprese

Mario Draghi (Infophoto) Mario Draghi (Infophoto)

Noi una risposta l’abbiamo data da tempo: “Solo e soltanto un allagamento di liquidità”. Come da tempo abbiamo sostenuto che i mercati azionari avessero dovuto prendere un po’ di respiro. Il capitombolo di giovedì non è stato fragoroso in stile 2008, si è fermato a un 3% tra massimi e minimi della giornata, ma potente. Il future sul FtseMib è stato sospeso ben due volte per uno scostamento più ampio di quello consentito da Borsa Italiana, una volta al ribasso e una volta al rialzo, mostrando disordine e fragilità dei mercati a questi livelli.

Il FtseMib ha ritracciato di un buon 6% negli ultimi 10 giorni, quanto basta per farci ricordare che i mercati azionari non vanno in un’unica direzione, bensì possono anche scendere, ma non per farci pensare che questa sia un’occasione per allocare le nostre risorse convinti che a questi prezzi, le azioni siano regalate. Contrariamente a ciò che dicono molti, non è vero che al giorno d’oggi nessuno regala più niente.

Per esempio, la salita incontrollata sino a 17500 era un regalo per chi volesse scommettere al ribasso. Allo stesso tempo per vedere un regalo potremmo aspettare un susseguirsi di giornate negative che abbattano il mercato di un 10% ancora e costituire un portafoglio azionario con delle valutazioni più generose, per noi.

Probabilmente Draghi farà, prima o poi, forse a luglio, un regalo al mercato. Più per riparare che per celebrare, potrebbe forse stabilire quel tasso negativo di cui si parla. Forse implementerà un piano di riacquisto di bond, ma non credo che il mercato azionario potrà festeggiare più di tanto, perché non c’è niente di buono nel perpetrare una cura che allevia i sintomi ma non elimina la malattia.

Sarebbe stato molto bello l’acquisto di titoli garantiti da prestiti alle Pmi, primo sguardo della Bce rivolto all’economia reale, ma in quel gioco di ruoli tra Draghi e Angela Merkel, l’economia ha avuto la peggio.

© Riproduzione Riservata.