BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

J'ACCUSE/ Sapelli: ora Letta "minacci" le banche

Pubblicazione:giovedì 11 luglio 2013

Angelino Alfano ed Enrico Letta (Infophoto) Angelino Alfano ed Enrico Letta (Infophoto)

Mentre l’emergenza economica non si placa, le istituzioni italiane sembrano vivere un momento di stasi. Il giorno dopo il downgrade di Standard & Poor’s, ieri si sarebbe dovuta tenere la “cabina di regia” governo-maggioranza, ma il Pdl ha fatto saltare l’appuntamento, oltre ad aver ottenuto lo stop ai lavori parlamentari per un giorno: una scelta legata alla decisione della Corte di Cassazione di tenere il 30 luglio l’udienza per il processo Mediaset che vede imputato Silvio Berlusconi. Tuttavia quell’incontro doveva servire per cominciare a parlare di scelte importanti: cosa fare con Iva e Imu? Intanto è arrivata una “strigliata” alle banche, riunite all’assemblea dell’Abi: Ignazio Visco, governatore di Bankitalia, chiede che aumentino il credito a imprese e famiglie. Da parte sua, Antonio Patuelli, Presidente dell’Associazione bancaria italiana, chiede più rispetto per le banche, che vedono ridotti già all’osso i propri margini e continuano a dare un cospicuo contributo alle casse pubbliche attraverso le tasse. Per meglio interpretare questa situazione, abbiamo intervistato Giulio Sapelli, Professore di Storia economica all’Università degli studi di Milano. 

 

Il Pdl ha fatto saltare la cabina di regia in seguito alle polemiche per il processo Mediaset. C’è il rischio che le larghe intese comincino a scricchiolare?

In astratto questo rischio c’è sempre, bisogna però osservare con serietà e senso del realismo che finora il Pdl si è dimostrato uno dei più forti sostenitori di questo governo. Nonostante le continue pressioni attuate per farlo cadere, mi auguro e sono convinto del fatto che l’esecutivo continuerà a rimanere in piedi.

 

Nel frattempo di discute di Imu, Iva, piano taglia-debito e privatizzazioni. Secondo lei, qual è la priorità per la nostra economia?

Prima che economica, la priorità è di natura anzitutto politica. Il governo è nato sulla reciproca promessa di abolire l’Imu e tale promessa va mantenuta: non si può fare un patto tra gentiluomini e non rispettarlo. Per sostenerne i costi occorre trovare le risorse rinegoziando gli accordi con l’Europa, come il governo Letta-Alfano sta già tentando di fare molto bene. Condivido la politica che punta a togliere dai debiti sia la spesa per gli investimenti, sia quella per la coesione sociale. A ciò occorre aggiungere l’altra grande “golden share” su cui si basa il governo: evitare assolutamente l’aumento dell’Iva.

 

Saccomanni ha contestato il downgrade dell’Italia da parte di Standard & Poor’s. Ritiene che il ministro abbia ragione?


  PAG. SUCC. >

COMMENTI
11/07/2013 - togliere i debiti per la spesa per investimenti (antonio petrina)

Egr prof, ma se è valida l'indirizzo concordato in sede UE di togliere "i debiti per gli investimenti " perchè allora non si è coerenti per i debiti degli investimenti pregressi non debbano computarsi nel debito pubblico?