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SPY FINANZA/ Italia sotto attacco: lo "dice" la Grecia...

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Anche se lo facesse, una cosa è chiara: la Grecia resterà sotto il ricatto dei rubinetti chiusi fino a ottobre, esattamente l’orizzonte temporale necessario per far passare le elezioni tedesche del 22 settembre prossimo. Poi, il bailout infinito potrà andare avanti, tranche dopo tranche. D’altronde, da quando nel 2010 è esplosa la crisi greca, sono stati versati circa 200 miliardi di aiuti, ma la situazione del Paese appare sempre peggiore. E il perché è presto detto. Il 77% di quegli “aiuti” alla Grecia sono finiti a banche e detentori di titoli di Stato, spesso hedge fund saliti in giostra all’ultimo acquistando debito denominato sotto legge britannica, ovvero con clausola pari passu.

Nel dettaglio, ecco la ripartizione. 58,2 miliardi (28,13%) sono stati utilizzati per ricapitalizzare le banche greche; 101,3 miliardi (49%) sono andati ai creditori dello Stato greco (principalmente Germania, Francia e Regno Unito) in queste forme: 55,4 miliardi sono stati utilizzati per ripagare le obbligazioni governative in scadenza, 34,6 miliardi per “incentivare” gli investitori ad accordarsi sul taglio del debito e 11,3 miliardi sono stati utilizzati per il riacquisto del debito; 43,7 miliardi (22,5%) sono finiti nel bilancio del governo greco; 0,9 miliardi (0,4%) per il contributo della Grecia all’Esm.

Ora, al netto che a uno Stato conciato in quella maniera si può magari evitare di chiedere subito il contributo obbligatorio al Fondo di salvataggio, visto che è lo stesso organismo che lo sta finanziando, ancora più interessante è scoprire a cosa sono serviti i soldi finiti nel bilancio statale. Di quei 43,7 miliardi di euro, infatti, 34,6 sono andati al servizio del debito, ovvero a pagare gli interessi di chi deteneva obbligazioni elleniche emesse tra il secondo trimestre 2012 e il quarto del 2012. E ancora, tra il 2010 e il 2011 lo Stato greco ha stanziato 10,2 miliardi per spese militari: e sapete chi erano i venditori di navi e altri mezzi bellici? La Germania e la Francia. E chi ha sovrainteso, più o meno direttamente, alle azioni legate al salvataggio? Klaus Regling, managing director dei fondi Efsf ed Esm, il quale soffre di una forte forma di strabismo, visto che un giorno fa il politico e l’altro lavora per istituzioni finanziarie private, le stesse che hanno beneficiato del salvataggio greco vedendosi ripagate cedole e interessi. Prima di entrare all’Efsf, ha lavorato per il governo tedesco, il fondo speculativo Moore Capital Strategy Group, il direttorio per gli Affari economici e finanziari della Commissione europea e un altro fondo speculativo, il Winton Futures Fund. Qualche conflittino di interesse forse c’è, cosa dite?

Bene, al netto di tutti quei soldi come sta la Grecia? A pezzi e stando alle previsioni del think tank ellenico Iobe, quest’anno l’economia potrebbe contrarsi del 5%, segnando il sesto anno di fila di recessione. Anzi, depressione. Ue e Fmi, quei capoccioni, si aspettano un -4,2%, mentre la Bank of Greece un -4,6%, dopo il -6,4% dello scorso anno. Il tasso di disoccupazione salirà al 27,8%, contro le previsioni del 27,3%. Insomma, mica male per aver speso più di 200 miliardi di euro in meno di tre anni! Eppure, il 18 dicembre 2012 Standard&Poor’s ha deciso di migliorare il giudizio sul merito di credito di Atene, alzando il rating sovrano della Grecia a B- dalla precedente valutazione di SD, ovvero selected default.

Il perché? Il piano di buy back del debito, ovvero i soldi europei buttati per ricomprarsi la sua carta da parati sovrana da banche e fondi. E pensate che solo l’8 agosto sempre dello scorso anno, proprio la stessa Standard & Poor’s rivide l’outlook sul debito greco da “stabile” a “negativo” su un rating CCC, poiché le obbligazioni greche risultavano altamente correlate all’evoluzione macro-economica e finanziaria della zona euro. Questa è la gente che l’altro giorno ha abbassato il nostro rating da BBB+ a BBB: capite perché il mercato li ha ignorati? L’asta di Bot è andata esaurita, lo spread è salito di pochi punti base e la Borsa era in negativo sì ma per l’attesa delle minute della Fed e per la contrazione dell’export cinese, non per il downgrade a orologeria di un’azienda privata che ha nel consiglio di amministrazione i dirigenti delle principali multinazionali Usa.



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COMMENTI
11/07/2013 - Quale epilogo? (Riccardo Moresi)

Beh, forse non ho ben capito "la soluzione", cioè; a parte l'epilogo dove tutto il sistema politico e movimentista così come lo conosciamo oggi, sparisce. I numeri in ballo parlano chiaro, anche cambiando tutta la politica, stante l'economia e la finanza, non se ne esce. L'avvitamento in negativo è già in atto e per spezzare il circolo vizioso abbisognano più di 80 anni. Ma noi, non abbiamo nemmeno 8 mesi, altro che anni. E allora, non è che non parlandone, mettendo la testa sotto la sabbia, il vento cambierà da sé. La presa di coscienza dell'autore e non è certo improvvisazione la sua, è certo d'aiuto per il lettore. Ma non è abbastanza scioccante. Mi auguro che nel prossimo post, ci sveli il suo punto di vista su come uscirne, ci dia la "sua" soluzione o quella di qualcun'altro, purché di possibile soluzione si tratti. Saluti

 
11/07/2013 - Che nome darle? (Giuseppe Crippa)

“Finisca l’era del PdL così com’è e nasca una nuova forza liberale, popolare e conservatrice seria…” Bravo Bottarelli, concordo in toto. Ma Lei quale nome sceglierebbe per questa nuova forza liberale? Forza Italia? Scelta Civica? Fare Futuro?

 
11/07/2013 - commento all' alba (Diego Perna)

Egr. Dott. Bottarelli, non ho ancora capito se mi sta più simpatico Lei o il dott. Passali, tutti e due scrivete di economia, anche se vi dedicati ad aspetti diversi, Lei più alla finanza vera e propria e alle sue magagne il suo collega all' aspetto legato alla moneta e alle conseguenze dirette sulla vita della gente . Non so a noi cosa é che ci danneggia di più , se l' euro o la finanza marcia e corrotta che specula anche sui prodotti alimentari. Si direbbe che i due aspetti sono legati a doppio filo, finanza e moneta. A me piacerebbe la sua opinione sul grado di responsabilità dell' euro sul fallimento dell' economia reale, su cui Passali fa perno nei suoi articoli, anche se come credo anche Lei riterrebbe catastrofico il ritorno ad una ns moneta sovrana non spalleggiata dal sistema Europa, Bce Bruxelles. Ma questo sistema, anche Lei ritiene vada contro i ns interessi, cosí come affossa la Grecia, se continuiamo a perdere pezzi, pil e imprese, prima o poi azzannerà anche noi, e allora come potremo svincolarci ? Molti ci suggeriscono di lasciare l' Italia e anche l' Europa, e per ora solo Grillo, purtroppo sembra preoccupato come chi vive lavorando e non di rendite, come potrebbero essere Santanché e simili , senza sconti per nessuno del Pdl, che sorridono e se la spassano, e certamente in cuor loro sono preoccupati per il benessere del paese, che come slogan ritengono, poverini, possa continuare a funzionare pur tra le mille difficoltà della gente come me. BuonaGiornata