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Economia e Finanza

SPY FINANZA/ Italia sotto attacco: lo "dice" la Grecia...

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Detto questo, i problemi dell’Italia ci sono e non vanno nascosti dietro falsi patriottismi. Come ha sottolineato il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, nella relazione d’apertura dell’assemblea dell’Associazione bancaria ieri mattina, «le banche italiane hanno ridotto all’osso i propri margini. La forbice fra raccolta di risparmio e impieghi medi, ha affermato Patuelli, è passata dai 300 punti base di prima della crisi ai circa 170 attuali. Si tratta del margine più basso di tutta l’operatività commerciale di ogni genere in Italia. Le banche meritano più rispetto, senza preconcetti e senza venire confuse con chi ha causato la crisi». Verrebbe da dire che lo meritano anche i correntisti e le imprese che falliscono ogni giorno, ma non sono tempi per speculazioni o facili polemiche. E vi spiego perché.

Cosa sia l’Europa mi sembra che ve lo abbia spiegato bene il caso greco, quindi dobbiamo sapere di non poterci fare troppo affidamento. Anzi, tocca dormire con un occhio sempre aperto. E nonostante martedì l’euro sia crollato a 1,28 sul dollaro, quando il buon Asmussen, membro del board Bce, non ha escluso il ricorso a nuove aste Ltro per finanziare gli istituti europei, il rischio per le nostre banche sta nelle pieghe delle nuove regolamentazioni, sia quelle legate all’attività dell’Eba, sia quelle di emanazione propriamente politica, come le nuove norme in caso di fallimento o necessità di ricapitalizzazione. Sta infatti passando la linea Weidmann, il potente capo di Bundesbank, il quale non solo ha detto chiaramente che occorre rendere possibili default sovrani senza che questi comportino il crollo del sistema finanziario (di qui le regole in base alle quali a pagare per primi saranno correntisti non assicurati e detentori di bond), ma anche che per spezzare il perverso cordone ombelicale che unisce banche a Stati attraverso la detenzione di titoli di debito pubblico occorre eliminare il concetto di debito sovrano come investimento risk-free, obbligando gli istituti a ulteriori accantonamenti che servano a coprire i possibili rischi da esposizione ai titoli di Stato.

A livello generale posso essere d’accordo, a parte un paio di particolari: primo, a eliminare il concetto di debito sovrano risk-free ci ha pensato per prima proprio Angela Merkel nell’estate 2011 scoperchiando il vaso di Pandora, dopo che Deutsche Bank aveva scaricato 8 miliardi di debito italiano, coprendosi con credit default swaps. Secondo, se una nuova regolamentazione simile dovesse passare a forza in tempi brevi, senza gradualità, il nostro sistema bancario è fallito, distrutto, ridotto alla capitalizzazione di una torrefazione e pronto a essere scalato, visto che le detenzioni di debito italiano dei nostri istituti sono a quota 370 miliardi di euro. Questo è il rischio, questo rende gravi e sospetti i downgrade a orologeria, come gli scoop sui derivati degli anni Novanta. E noi con che armi e uomini affrontiamo una situazione simile? Con i Brunetta che chiedono di bloccare i lavori del Parlamento per tre giorni in segno di protesta contro la Cassazione (la quale ci ha messo del suo nel fornire un bell’alibi con la modalità Speedy Gonzalez che ha assunto)? Con le Santanché che vanno in piazza Farnese con la maglietta “Siamo tutti puttane”? Con i Gasparri che parlano per slogan? Con le Biancofiore e il sedicente “esercito di Silvio”? Facendo dell’Imu la linea del Piave, quando una tassa simile c’è in tutta Europa?

Per carità di patria, finisca l’era del Pdl così com’è e nasca una nuova forza liberale, popolare e conservatrice seria, fatta di uomini e donne preparate, in grado di affrontare la sfida della sopravvivenza del Paese. Se così sarà, vedrete che le voci dal sen fuggite all’interno del Pd o i movimenti populisti e ideologici tipo Sel o M5S spariranno da soli, come per magia, come neve al sole. E, forse, avremo un Paese quasi normale. O, almeno, resteremo vivi. Perché non so se l’avete capito, ma siamo sotto attacco. E agosto è alle porte.

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COMMENTI
11/07/2013 - Quale epilogo? (Riccardo Moresi)

Beh, forse non ho ben capito "la soluzione", cioè; a parte l'epilogo dove tutto il sistema politico e movimentista così come lo conosciamo oggi, sparisce. I numeri in ballo parlano chiaro, anche cambiando tutta la politica, stante l'economia e la finanza, non se ne esce. L'avvitamento in negativo è già in atto e per spezzare il circolo vizioso abbisognano più di 80 anni. Ma noi, non abbiamo nemmeno 8 mesi, altro che anni. E allora, non è che non parlandone, mettendo la testa sotto la sabbia, il vento cambierà da sé. La presa di coscienza dell'autore e non è certo improvvisazione la sua, è certo d'aiuto per il lettore. Ma non è abbastanza scioccante. Mi auguro che nel prossimo post, ci sveli il suo punto di vista su come uscirne, ci dia la "sua" soluzione o quella di qualcun'altro, purché di possibile soluzione si tratti. Saluti

 
11/07/2013 - Che nome darle? (Giuseppe Crippa)

“Finisca l’era del PdL così com’è e nasca una nuova forza liberale, popolare e conservatrice seria…” Bravo Bottarelli, concordo in toto. Ma Lei quale nome sceglierebbe per questa nuova forza liberale? Forza Italia? Scelta Civica? Fare Futuro?

 
11/07/2013 - commento all' alba (Diego Perna)

Egr. Dott. Bottarelli, non ho ancora capito se mi sta più simpatico Lei o il dott. Passali, tutti e due scrivete di economia, anche se vi dedicati ad aspetti diversi, Lei più alla finanza vera e propria e alle sue magagne il suo collega all' aspetto legato alla moneta e alle conseguenze dirette sulla vita della gente . Non so a noi cosa é che ci danneggia di più , se l' euro o la finanza marcia e corrotta che specula anche sui prodotti alimentari. Si direbbe che i due aspetti sono legati a doppio filo, finanza e moneta. A me piacerebbe la sua opinione sul grado di responsabilità dell' euro sul fallimento dell' economia reale, su cui Passali fa perno nei suoi articoli, anche se come credo anche Lei riterrebbe catastrofico il ritorno ad una ns moneta sovrana non spalleggiata dal sistema Europa, Bce Bruxelles. Ma questo sistema, anche Lei ritiene vada contro i ns interessi, cosí come affossa la Grecia, se continuiamo a perdere pezzi, pil e imprese, prima o poi azzannerà anche noi, e allora come potremo svincolarci ? Molti ci suggeriscono di lasciare l' Italia e anche l' Europa, e per ora solo Grillo, purtroppo sembra preoccupato come chi vive lavorando e non di rendite, come potrebbero essere Santanché e simili , senza sconti per nessuno del Pdl, che sorridono e se la spassano, e certamente in cuor loro sono preoccupati per il benessere del paese, che come slogan ritengono, poverini, possa continuare a funzionare pur tra le mille difficoltà della gente come me. BuonaGiornata