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SPY FINANZA/ Italia sotto attacco: lo "dice" la Grecia...

La Grecia, purtroppo, è tutt’altro che salva nonostante i fondi stanziati e quanto sta avvenendo intorno ad Atene, spiega MAURO BOTTARELLI, deve preoccupare non poco anche l’Italia

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Ora vi racconto una storia, a mio modo di vedere davvero interessante, quindi mettetevi comodi. Per l’ennesima volta la Grecia ha strappato sul filo di lana la disponibilità degli organismi internazionali a sborsare la nuova tranche di aiuti e per l’ennesima volta i mezzi di comunicazione e le autorità europee vi hanno preso sonoramente per il naso, raccontandovi solo la parte presentabile della vicenda. Questa volta, però, il sospetto che si tratti di un bluff a uso e consumo della scadenza elettorale tedesca di fine settembre è davvero forte e penso che i mercati non ci metteranno molto a rispondere di conseguenza. È la matematica a provarlo, così come è la logica a dirci che quello greco appare un bailout ciclico del quale non si vede la fine.

Partiamo dai numeri. Atene riceverà 6,8 miliardi di euro, a fronte di ulteriori tagli nel settore pubblico e riforme, ma i termini dell’accordo appaiono lacunosi. A luglio, infatti, saranno i paesi dell’eurozona a sborsare 2,5 miliardi di euro, con ulteriori 500 milioni attesi per ottobre. Le banche centrali dell’eurosistema, invece, verseranno 1,5 miliardi a luglio e 500 milioni a ottobre, mentre il Fmi dovrebbe fornire 1,8 miliardi in agosto. In quest’ultimo caso, infatti, il condizionale appare d’obbligo, visto che non sarebbe la prima volta che l’istituto con sede a Washington decide di congelare o rimandare la sua quota, poiché il Paese in questione non ha dimostrato reale adesione agli impegni contratti. Quindi, al netto delle quote ipotetiche, la Grecia potrà far affidamento per i prossimi tre mesi su 4 miliardi di euro, 2,5 dall’Eurogruppo e 1,5 dalla Bce. Una cifra che appare sufficiente a mantenere in vita il sistema Paese e anche quello bancario, ma che si scontra con due scadenze che ridimensionano e non di poco la cifra.

Primo, in agosto Atene deve far fronte a maturities sui propri bond per 2,2 miliardi di euro. Secondo, resta insoluto il giallo del “buco” da 1,2 miliardi nel sistema sanitario nazionale, ragione che ha portato il Fmi a posticipare il proprio versamento, visto che l’istituto guidato da Christine Lagarde, nel porre il suo ultimatum alla Grecia in seno alla troika, aveva detto chiaro e tondo che se Atene non aveva i soldi per sanarlo avrebbe dovuto farlo l’Ue. Quindi, al netto del “buco”, ai 4 miliardi stanziati vanno tolti 2,2 miliardi di cedole, lasciando il Paese con 1,8 miliardi per tirare avanti fino a ottobre, ovvero 600 milioni di euro al mese. Se invece toccherà tamponare da subito anche la shortfall nel sistema sanitario, al miliardo e 800 milioni rimanenti bisognerà togliere 1,2 miliardi. Quindi, in cassa resteranno 600 milioni, 200 milioni al mese di aiuti dopo settimane di discussioni. Solo a quel punto, il Fmi potrebbe decidere di sborsare la sua parte, portando il totale a 2,4 miliardi di euro (1,8 miliardi più i 600 milioni rimasti in cassa). Ma il Fmi pagherà?


COMMENTI
11/07/2013 - Quale epilogo? (Riccardo Moresi)

Beh, forse non ho ben capito "la soluzione", cioè; a parte l'epilogo dove tutto il sistema politico e movimentista così come lo conosciamo oggi, sparisce. I numeri in ballo parlano chiaro, anche cambiando tutta la politica, stante l'economia e la finanza, non se ne esce. L'avvitamento in negativo è già in atto e per spezzare il circolo vizioso abbisognano più di 80 anni. Ma noi, non abbiamo nemmeno 8 mesi, altro che anni. E allora, non è che non parlandone, mettendo la testa sotto la sabbia, il vento cambierà da sé. La presa di coscienza dell'autore e non è certo improvvisazione la sua, è certo d'aiuto per il lettore. Ma non è abbastanza scioccante. Mi auguro che nel prossimo post, ci sveli il suo punto di vista su come uscirne, ci dia la "sua" soluzione o quella di qualcun'altro, purché di possibile soluzione si tratti. Saluti

 
11/07/2013 - Che nome darle? (Giuseppe Crippa)

“Finisca l’era del PdL così com’è e nasca una nuova forza liberale, popolare e conservatrice seria…” Bravo Bottarelli, concordo in toto. Ma Lei quale nome sceglierebbe per questa nuova forza liberale? Forza Italia? Scelta Civica? Fare Futuro?

 
11/07/2013 - commento all' alba (Diego Perna)

Egr. Dott. Bottarelli, non ho ancora capito se mi sta più simpatico Lei o il dott. Passali, tutti e due scrivete di economia, anche se vi dedicati ad aspetti diversi, Lei più alla finanza vera e propria e alle sue magagne il suo collega all' aspetto legato alla moneta e alle conseguenze dirette sulla vita della gente . Non so a noi cosa é che ci danneggia di più , se l' euro o la finanza marcia e corrotta che specula anche sui prodotti alimentari. Si direbbe che i due aspetti sono legati a doppio filo, finanza e moneta. A me piacerebbe la sua opinione sul grado di responsabilità dell' euro sul fallimento dell' economia reale, su cui Passali fa perno nei suoi articoli, anche se come credo anche Lei riterrebbe catastrofico il ritorno ad una ns moneta sovrana non spalleggiata dal sistema Europa, Bce Bruxelles. Ma questo sistema, anche Lei ritiene vada contro i ns interessi, cosí come affossa la Grecia, se continuiamo a perdere pezzi, pil e imprese, prima o poi azzannerà anche noi, e allora come potremo svincolarci ? Molti ci suggeriscono di lasciare l' Italia e anche l' Europa, e per ora solo Grillo, purtroppo sembra preoccupato come chi vive lavorando e non di rendite, come potrebbero essere Santanché e simili , senza sconti per nessuno del Pdl, che sorridono e se la spassano, e certamente in cuor loro sono preoccupati per il benessere del paese, che come slogan ritengono, poverini, possa continuare a funzionare pur tra le mille difficoltà della gente come me. BuonaGiornata