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ALITALIA/ C'è un rilancio "a costo zero" per gli italiani

Pubblicazione:domenica 14 luglio 2013

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Anche se in realtà il biscottino caldo arriverà grazie alla più consueta e ovvia attitudine, questa sì orgogliosamente italiana, che sfornerà un prestito soci convertibile entro dicembre 2013 e soprattutto il “favorevole impatto” determinato dell’estensione degli istituti di Cigs e Solidarietà tra i dipendenti. Siamo alle solite? Non sono ancora bastati i miliardi con cui la mano pubblica e il pubblico pagante hanno foraggiato l’operazione Fenice e l’intera condotta di Cai?

Sarebbe stata invece auspicabile la riconversione dell’operativo basandolo sul riposizionamento della flotta di medio raggio per avvantaggiare una rete intercontinentale fortemente implementata. Una determinazione che sarebbe apparsa veramente innovativa sul piano strategico e dell’immagine.

Risulta infatti indispensabile l’acquisizione di almeno altre 20 macchine di tipo wide body (fusoliera larga), evidentemente frutto di una oculata operazione di leasing e/o di alleanze con quei vettori che oggi possono integrarsi e allearsi (mentre è in atto quella lotta tra le majors per la conquista definitiva dei grandi mercati emergenti, da tempo preannunciata) e che altrimenti domani si approprieranno degli spazi e dei mercati non presidiati da Alitalia.

Così come la rivisitazione delle tariffe e dei servizi, e soprattutto dei livelli di competenza e di rendimento effettivo del personale (sempre più attinto da forme di precariato, atipiche e part-time, e dunque spesso privo di sufficiente know-how pur se impiegato in posizioni nevralgiche: dal front-line che si interfaccia con la clientela alla manutenzione, dai magazzini ai servizi di rampa e di supporto operativo) nella paradossale contemporanea situazione in cui centinaia di professionisti sono ancora mantenuti in Cigs e mobilità: risorse preziose e insostituibili, già fortemente motivate e professionalizzate, oggi segregate in una dimensione assurda, lontana dal mondo produttivo.

Niente di tutto questo, invece e, come nel mulino di Banderas, si sfornano solo strategicissimi tarallucci e batticuori. Ma niente abbracci per Colaninno & co.



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COMMENTI
20/07/2013 - L'IMPORTANZA DI SAPER STABILIRE LE PRIORITA' (Z sara)

..oppure magari l'importante e' che si restituisca al trasporto aereo il ruolo di assetto strategico per la sicurezza nazionale e lo sviluppo economico del Paese, come avviene per esempio in Francia, Germania e Inghilterra,e che la busta paga dei piloti corrisponda al loro livello di preparazione professionale, le loro capacita' e il grado di responsabilita' richieste dalla loro professione. Forse ancora piu importante e' che NOI ITALIANI impariamo ad occuparci in modo prioritario delle buste paga degli incompetenti boriosi senza arte ne parte che hanno distrutto e stanno continuando a distruggere la nostra Nazione. PS In quanto ai sindacati di ogni categoria, visto il loro contributo all'"opera di distruzione" o tornano ad occuparsi della tutela dei lavoratori o e meglio che spariscano.

 
14/07/2013 - commento (francesco taddei)

l'importante è che fiumicino diventi un grande hub con voli diretti a lungo raggio. con airfrance diventerebbe subordinato a parigi. questo è il vero interesse nazionale, non le buste paga dei piloti/sindacalisti