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FINANZA/ Quei 400 miliardi "impossibili" da incassare per l’Italia

Pubblicazione:lunedì 15 luglio 2013

Fabrizio Saccomanni (Infophoto) Fabrizio Saccomanni (Infophoto)

Queste considerazioni inducono ovviamente a suggerire che, prima o poi (anzi meglio prima che poi), un’operazione straordinaria di consolidamento dovrà venir fatta. Quindi , il problema è come e quando farla. Oggi, a valori immobiliari calanti e con la Borsa in fibrillazione - e mentre aziende italiane di prestigio passano di mano a conglomerati stranieri - può non essere il momento migliore. Tuttavia, le aspettative di tassi d’interesse in aumento, inducono a pensare che in futuro il peso del debito pubblico potrebbe essere ancora maggiore.

Una risposta secca, dunque, non è facile. Occorre aprire un dibattito. Questa può essere la sede appropriata per un confronto. Pensando sempre, però, che senza una politica di crescita (che può voler dire allentare per qualche anno i vincoli di bilancio), qualsiasi manovra straordinaria sul debito avrebbe effetto caduchi.



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