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FINANZA/ 1. Portogallo, un fallimento che può costarci 11 miliardi

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Al di là del fatto che questo andrebbe a pesare sulla ratio di debito pubblico - a differenza dei soldi Ue, forniti alle banche e quindi non contabilizzati nella ratio e di cui parleremo tra poco - i nuovi criteri di regolamentazione bancaria parlano chiaro: «Tutte le DTA che dipendono dalla redditività futura della banca ancora da realizzare e derivanti da perdite operative nette devono essere dedotte integralmente dal Common Equity Tier 1, e quindi non beneficiano del limite del 10%. La verifica impiegata in alcune giurisdizioni per determinare se una DTA sia realizzabile entro l’anno non è applicabile nell’ambito di Basilea 3». Ma veniamo ora alla perla delle perle, ovvero alla Sareb (Sociedad de Gestión de Activos procedentes de la Reestructuración Bancaria), la bad bank creata dal governo per ricapitalizzare le banche grazie agli oltre 40 miliardi di euro forniti dall’Ue, come già detto non contabilizzati nella ratio di debito, nonostante il governo iberico garantisse quei prestiti.

All’interno di quella pattumiera di Stato ci sono prestiti immobiliari e proprietà immobiliari per 66 miliardi di dollari, stando ai dati ufficiali. Finora, sempre stando a quanto ci dice la Sareb, sono state vendute 700 proprietà immobiliari e si sarebbe raggiunto un return-on-equity annuale del 13-14% per il suo periodo di possesso di 15 anni. Insomma, un successone, roba da hedge fund! Peccato che il diavolo stia sempre nei dettagli. La Sareb ha circa 107mila proprietà e 90mila prestiti, i quali sono collateralizzati su circa 400mila unità immobiliari: peccato che 150 di quei prestiti siano collateralizzati dallo stesso palazzo, sei banche abbiamo prestato denaro a un altro singolo palazzo e ogni banca abbia lo stesso collaterale. Insomma, se per una di quelle banche il collaterale c’è, altri sei collaterali sono garantiti da una proprietà immobiliare che semplicemente non c’è! Insomma, la Sareb garantisce tutto: documenti relativi a persone inesistenti, collaterale condiviso da più soggetti e detenuto a valore facciale dalla stessa bad bank! E cosa ha fatto allora il governo spagnolo per evitare la figuraccia globale? Si è affidato alla Clifford Chance, la stessa azienda di consulting che la scorsa estate ha garantito sullo stato di salute della banche spagnole attraverso stress test a dir poco ridicoli. Ci sarebbe da ridere, se non stessimo guardando in faccia il precipizio.



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