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FINANZA/ 2. Quei 30 miliardi che l’Italia rischia di farsi "fregare" dall’Ue

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Spesso a mancare è il coordinamento tra le varie istituzioni da parte del ministero competente. A essere coinvolti in ciascuno di questi progetti è l’ente regionale e, quando coprono una porzione importante di territorio, varie province che devono essere coordinate. Fare lavorare insieme tutte queste realtà non sempre è facile.

 

Perché altri Paesi come la Germania ci riescono e l’Italia no?

Quello secondo cui la Germania sarebbe sempre puntuale nella costruzione delle infrastrutture è in realtà purtroppo soltanto un mito. A Berlino esiste un progetto per la realizzazione di un grande aeroporto, e da dieci anni ci sono infiniti ritardi. Completare le grandi infrastrutture è sempre complicato, è inevitabile che ci siano ritardi e quasi sempre non hanno all’origine problemi di natura tecnica, ma la lentezza nel coordinamento politico. Non tutte le province vogliono la stessa configurazione dell’infrastruttura, per esempio ci sono dissidi su dove debba passare un’autostrada, e questa nel 90% dei casi è la ragione per la quale ci sono dei ritardi.

 

Quindi non è solo l’Italia ad avere dei ritardi nella realizzazione dei progetti?

Non si tratta di un problema tipicamente italiano, ma di un fatto che si verifica anche in altri Paesi. Le finanze pubbliche dell’Italia sono però già particolarmente sotto stress, e in una congiuntura economica così difficile sarebbe davvero qualcosa di deplorabile perdere i 30 miliardi, in quanto si tratta di soldi che potremmo utilizzare e che invece finirebbero sprecati.

 

L’Italia ha la forza politica per rinegoziare con l’Ue la scadenza per l’utilizzo d questi fondi?

Sono certo del fatto che l’Italia può rinegoziarla, è quasi impensabile che questi 30 miliardi di euro ritornino a Bruxelles. Il governo italiano deve presentarsi alle istituzioni Ue con una buona spiegazione dei fattori che hanno determinato i problemi e con delle soluzioni sul modo in cui superarli. In questo momento tutti in Europa sanno che bisogna stimolare l’economia e che il principale modo per farlo è accelerare con i progetti di infrastrutture pubbliche in preparazione. In Italia, Grecia, Spagna e Portogallo la priorità assoluta deve essere la realizzazione di strade, porti e aeroporti.

 

(Pietro Vernizzi)



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