BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

FINANZA/ Banche sotto assedio per far "saltare" l'Italia

Pubblicazione:giovedì 18 luglio 2013

Giorgio Napolitano e Mario Draghi (Infophoto) Giorgio Napolitano e Mario Draghi (Infophoto)

Insomma, per Weidmann va eliminato il concetto stesso di investimento "risk free" per i titoli di Stato e le banche devono creare riserve di capitale per poter reggere potenziali perdite di valore di quei titoli e, in extrema ratio, il default del Paese emittente. Di più, Weidmann vuole che sia eliminato per legge il meccanismo che vede le banche acquistare titoli di Stato per andare incontro alle necessità del proprio Tesoro, non avendo obblighi di accantonamento di capitale e potendo poi usare quei titoli come collaterale per operazioni di finanziamento presso la Bce. È di pochi giorni fa la nuova regolamentazione sulle ricapitalizzazioni bancarie in Europa, legge che nei fatti rende norma il "modello Cipro", ovvero l'intervento su depositi non assicurati (sopra i 100mila euro) e obbligazionisti degli istituti in caso di crisi e della "cura Weidmann" non c'è traccia. Ma un'implementazione è sempre possibile e, magari, potrebbe essere l'Eba a subire le pressioni della potente banca centrale tedesca, magari in sede di futuri stress test: se il livello di esposizione delle banche dei paesi periferici ai titoli di Stato sarà eccessivo, come lo è per Spagna e Italia, Weidmann potrebbe tornare all'attacco come fece, inascoltato, già un anno fa. O, forse, basterebbe che Weidmann, in un assolato e placido pomeriggio di inizio agosto, ripetesse con tono ultimativo quei suoi auspici. Anche senza conseguenze concrete, solo al fine di mandare scossoni ulteriori in un mare già in tempesta, come appare quello politico italiano in queste ore di fibrillazione mediatico-istituzionale contro il governo Letta.

A oggi, la road map prevede che spetti alla Bce accertare la qualità degli asset bancari, valutazione prevista nel primo trimestre del 2014, prima di assumere operativamente il ruolo di supervisore e soltanto dopo, nel secondo trimestre del prossimo anno, si terranno gli stress test dell'Eba veri e propri. Ma se le minacce di Weidmann troveranno accoliti, proprio in vista di questi appuntamenti, e l'aut aut dei renziani contro Alfano si tramutasse in una crisi di governo che facesse saltare il tappo dello spread, qualche istituto italiano potrebbe essere tentato, se non costretto, ad anticipare un deleverage sulle proprie detenzioni sovrane. Ovvero, scaricare prima di scontare le perdite a bilancio: facendo salire ancora di più lo spread e la sfiduca verso il nostro Paese, clima ideale per chi sogna magari Monti al Quirinale e Renzi a Palazzo Chigi.

Attualmente le nostre banche hanno in portafoglio circa 370 miliardi di titoli di Stato italiani e l'ultimo bollettino della Banca d'Italia certificava che all'aumento dei depositi presso le banche italiane corrispondeva un'ulteriore contrazione degli impieghi nel mese di maggio, -2,4% annuo complessivo per i prestiti al settore privato, giunto nel suo insieme al livello più basso dal picco della primavera 2010, come ci mostra questo grafico.

 


< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >