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FINANZA/ Banche sotto assedio per far "saltare" l'Italia

Giorgio Napolitano e Mario Draghi (Infophoto) Giorgio Napolitano e Mario Draghi (Infophoto)

L'effetto Draghi, empiricamente, ci sconta circa 350 punti di spread. Una dinamica che farebbe salire e di molto i costi del servizio del debito, oggi di circa 80 miliardi l'anno, mandando fuori controllo di sostenibilità i conti dello Stato e che vedrebbe le nostre banche scontare a bilancio perdite di valore enormi su quei bond, fino al dimezzamento del prezzo pagato. E forse oltre. Capite perché le parole di Weidmann, apperentemente accademiche, non sono affatto tali? Se poi la Commissione europea bocciasse i Monti-bond da 4 miliardi per Monte dei Paschi - stranamente ancora non si è pronunciata al riguardo - chi pagherà per salvare Mps, stante le nuove regolamentazioni Ue? I

l Fmi, d'altronde, due settimane fa è stato chiaro: il Tesoro sia pronto a intervenire sull'istituto senese. E anche a porre pressioni affinché le banche popolari abbandonino la governance capitaria e si tramutino in Spa a tutti gli effetti. Troppo interesse attorno alle nostre banche, troppo forte l'eco delle elezioni tedesche di fine settembre, troppa la voglia di molti centri di potere italiani (economici-finanziari-editoriali) di sfruttare scappatoie kazake per un democraticissimo regime change, senza dover aspettare come l'altra volta l'inverno. Questa volta forse si voterà ma in quali condizioni? Certo, rischiamo di essere commissariati, di dover chiedere aiuto all'Europa e al Fmi, ma è un prezzo che certe élite paiono pronte a pagare, forse perché lo danno comunque come sbocco ineluttabile. Anzi, a farci pagare. Il Quirinale, a oggi, appare sempre di più la nostra ultima linea del Piave per evitare pericolose fughe in avanti, il corrispettivo politico del discorso di Draghi del 26 luglio 2012, quello che ci ha salvato dal quasi default. Per ora.

 

P.S.: Direte voi: ma perché tanta importanza a Weidmann in questo articolo? Risposta: chi ha incontrato Renzi nel primo dei suoi terribilmente irrituali incontri internazionali? La Merkel. E di cosa hanno parlato? Io non lo so, ma certamente non di Mario Gomez alla Fiorentina, come acutamente ha risposto ai cronisti lo stesso sindaco di Firenze. Magari del tempo.

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