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Economia e Finanza

IMU E IVA/ Arrigo: ecco come evitare la "stangata" d’ottobre

Fabrizio Saccomanni (Infophoto)Fabrizio Saccomanni (Infophoto)

Lo Stato deve iniziare a tagliare i trasferimenti alle imprese di cui è proprietario. Nel ’94, quando ero consulente di Palazzo Chigi, fui promotore di un taglio dei trasferimenti alle Ferrovie di circa 3mila miliardi di lire. Oltre alle Ferrovie, ai quali lo Stato ha dato, negli ultimi 15 anni, circa 8 miliardi di euro all’anno, è possibile tagliare in molte altre aree, come le Poste, il trasporto pubblico locale e tutte le aziende sovvenzionate dallo Stato. Contemporaneamente ai tagli, sarà necessario fare in modo che queste imprese funzionino meglio. E che possano stare in maniera più efficiente sul mercato. In quest’ottica non si devono escludere, ma sono anzi auspicabili, le privatizzazioni.

 

I tagli non rischiano di mettere le aziende in ginocchio?

No, perché tutti gli altri paesi europei riescono a gestire le proprie imprese con costi incommensurabilmente inferiori ai nostri, ma con risultati ineguagliabili. Un chilometro di un autobus pubblico, in Italia, costa più del doppio che in Gran Bretagna. E ha meno passeggeri a bordo.

 

Crede che il governo sia abbastanza autorevole per effettuare operazioni del genere?

Guardi, francamente lo spirito riformista, in questo governo, scarseggia, così come in quelli che si sono succeduti negli ultimo 10 anni. Resta il fatto che, per lo Stato, è molto più semplice (e legittimo) agire nei confronti di se stesso che verso l’esterno. Tagliarsi le spese è più semplice che tagliare le pensioni. Certo, è pur vero che già nel ’96 proposi una riforma thatcheriana ammorbidita delle ferrovie, volta a effettuare uno “spezzatino”: si sarebbe dovuto dividere l’azienda in quattro parti. Una per il trasporto locale, una per le tratte a lunga distanza, una per il trasporto merci e una per  la rete. Ciascuna parte, con il tempo, sarebbe dovuta essere privatizzata. Un provvedimento del genere avrebbe permesso di risparmiare miliardi di euro e di rendere il servizio più efficiente. Non se ne fece nulla. In compenso, pochi mesi dopo, una riforma pressoché identica fu adottata dalla Svezia.  

 

(Paolo Nessi)

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COMMENTI
02/07/2013 - Fuori il colpevole della nostra crisi economica! (claudia mazzola)

Un amico, tornato da Monaco, dice che là i negozi sono pieni di gente che compra e parlando con sua sorella, che vi abita, dice che là la crisi non c'è. Qui ci stangano perché?