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Economia e Finanza

PRIVATIZZAZIONI/ Forte: ecco come evitare di "regalare" Eni, Enel e Finmeccanica

Fabrizio Saccomanni (Infophoto)Fabrizio Saccomanni (Infophoto)

Non si tratta di liberarsene. Per Eni, Enel e Finmeccanica si tratta di mantenere la quota minima di controllo, coinvolgendo altri azionisti, che possono essere il mercato o anche soci interessati, come i fondi di investimento internazionale, che partecipano al rendimento di queste imprese.

 

Il rischio di svendere è sempre in agguato.

Naturalmente le operazioni vanno fatte con criteri diversi da quelli che stabilì Prodi. Non si tratta di svendere ma di vendere bene.

 

Come?

Nel caso delle imprese strategiche, o meglio di pubblica utilità, come quelle energetiche, è sicuramente necessario garantire l’indipendenza del management. Cosa che, nel caso dell’Eni, è peraltro già ampiamente evidente. Ma queste non sono le cose più importanti.

 

Quali sono quelle importanti?

Quello che conta è la trasformazione di questi giganti di marmo - Ferrovie, Poste, Anas, Fincantieri - che stanno dentro la serra calda del 100% dello Stato, e magari degli intrecci politici e sindacali, in imprese di mercato.

 

Per Saccomani c’è anche un’altra via: quella di usare quote delle società come “collaterali”.

Questo è molto interessante. Fa parte di un progetto che avevo presentato. Mi piacerebbe che lo utilizzassero.

 

Cosa prevedeva il suo progetto?

La mia idea è che non è tanto necessario vendere le quote di queste imprese, quanto utilizzarle come garanzia del nostro debito pubblico.

 

Può spiegare meglio in che modo?


COMMENTI
22/07/2013 - aspettando le elezioni settembrine tedesche (antonio petrina)

Aspettando le elezioni settembrine della germania e la riforma del fiscal compact alla luce delle riforme strutturali ,l'Italia con il suo avanzo primario,doppio di quello teutonico,dovrà uscire dalla stagnazione non con formule di ingegneria finanziaria ( leggi: privatizzazioni di partecipazioni redditizie , anzi promesse di vendite a garanzia ( rectius: collaterale )della riduzione del debito pubblico ( forse?) ,ma come propose invano nel 70-75 il prof Reviglio con la riduzione della spesa pubblica improduttiva di cui quella previdenziale è già stata toccata dalla prof.ssa Fornero ed utilizzando quei nuovi risparmi non alla riduzione del debito tucur (che è il fine ), ma rinunciare a risparmiare per investimenti produttivi ( che è lo strumento vero per ridurre il debito): tertium non datur (Einaudi)!

 
21/07/2013 - commento (francesco taddei)

la golden share non riguarda le controllate minori(tipo augusta westland). allora perchè dovrebbero restare in italia? ecco perchè serve che restino italiane. oltre a non regalarle allo straniero come fatto da prodi e amato nel '92.