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Economia e Finanza

FINANZA/ Confuorti: troppa politica, le banche italiane non fanno il loro mestiere

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No, piuttosto c’è una differenza di fondo: gli americani sanno fare banchieri, gli europei i bancari. I primi cioè scelgono il rischio e le opportunità, i secondi cercano soltanto di preservare le loro sicurezze. Le banche americane sono abituate a rendere conto a tutti gli stakeholder, siano essi investitori, clienti o dipendenti. In Europa, al contrario, non esistono questi obblighi perché la maggior parte delle aziende bancarie, a prescindere dal fatto che siano private o pseudo-private, sono gestite in modo pubblico. Il supporto politico prende quindi il sopravvento rispetto alla necessità di fare il proprio lavoro e di impegnarsi nel mercato di riferimento.

 

Che cosa si può fare per ridare una scossa alle banche europee? Ritiene possibile creare una bad bank?

Le banche europee non vanno scosse ma scuotono. Sono state loro a scuotere l’economia, perché non hanno mai avuto una politica pro-crescita e pro-business. Nella maggior parte dei casi le banche europee hanno erogato prestiti ad aziende legate allo Stato, e mutui garantiti. Non hanno mai veramente finanziato la piccola e media azienda e l’imprenditoria.

 

Avrebbero dovuto erogare prestiti ad aziende che non erano in grado di restituirli?

Ovviamente le banche devono fare credito a quanti lo meritano. E’ però anche vero che, soprattutto in Italia, i soldi sono stati prestati proprio a cattive aziende che non potevano restituirli, mentre si è opposto un rifiuto a chi aveva una visione di ampio respiro e si assumeva dei rischi.

 

Che cosa non funziona nel sistema bancario del nostro Paese?

Il Tesoro “controlla” le fondazioni, le fondazioni nominano i presidenti delle banche, quindi politica e banche in Italia sono un tutt’uno. In Italia le aziende che non sono politiche sono ai massimi storici sui valori di mercato, basta vedere che cosa sta succedendo alla moda e alla meccanica. Il problema delle banche, specialmente in Italia, è che sono gestite indirettamente, ma in maniera molto invasiva dalla politica. Il settore bancario non risponde a dei criteri di mercato, e quindi l’esigenza di fare mercato non gli appartiene.

 

(Pietro Vernizzi)

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