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FINANZA/ Confuorti: troppa politica, le banche italiane non fanno il loro mestiere

Pubblicazione:domenica 21 luglio 2013 - Ultimo aggiornamento:domenica 21 luglio 2013, 9.59

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Le banche americane fanno più prestiti alle imprese e ottengono utili più elevati di quelle europee. E’ quanto emerge da un’analisi curata da R&S-Mediobanca sui principali istituti di credito internazionali. Prendendo in considerazione i bilanci 2012, emerge che, per quanto riguarda le banche europee, i finanziamenti alla clientela nel 2012 sono calati dell’1,7% e i finanziamenti interbancari del 7,8%. Al contrario, le banche statunitensi hanno finanziato imprese e famiglie con un aumento del 4,1% degli impieghi. Ilsussidiario.net ha intervistato Francesco Confuorti, Amministratore delegato di Advantage Financial.

 

A cosa sono dovute le differenze negli andamenti delle banche europee ed americane?

Le banche americane hanno ottenuto dei prestiti in forma di partecipazione al capitale, e li hanno utilizzati sia per fare partire l’economia, sia per creare un circolo virtuoso. Le istituzioni europee, al contrario, non sono intervenute sulle banche in maniera diretta, ma lo hanno fatto in modo ibrido e senza presentare alcuna richiesta chiara alle banche. Le banche europee, che hanno un fattore di rischio molto più alto, e che non hanno fatto pulizia dei bilanci come quelle americane, hanno ancora i bilanci sfalsati. Alla radice del problema c’è il fatto che mentre le banche Usa hanno utilizzato i soldi per fare il loro mestiere, quelle europee li hanno usati per prestarli alla banca centrale.

 

All’origine c’è anche una differenza di economia reale?

Il punto riguarda l’impostazione dell’economia. Quella americana è più flessibile, mentre gli europei cercano sempre di rimandare il problema e gli italiani ancora di più. Le banche europee hanno erogato credito a imprese con i conti in passivo, come Parmalat e Alitalia, quelle americane a chi ne ha merito. Oltretutto quello americano è un mercato che si basa sul concetto dell’accountability, cioè sul fatto di dovere rendere conto delle proprie azioni, a differenza dell’Europa dove questa idea non esiste. Non a caso le banche europee che hanno fatto meglio sono quelle inglesi, che sono le più simili a quelle americane come impostazione di pensiero.

 

Si può parlare di uno scontro in atto tra banche americane ed europee?


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