BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

FINANZA/ Grecia, Portogallo e Spagna mandano un "avvertimento" a Letta

Pubblicazione:martedì 23 luglio 2013

Infophoto Infophoto

Debito pubblico record in Italia nel primo trimestre del 2013. Secondo Eurostat, il rapporto debito/Pil ha raggiunto quota 130,3%, contro il 127% dell’ultimo trimestre del 2012 e il 123,8% del primo trimestre dello scorso anno. In termini assoluti, il debito pubblico italiano nei primi tre mesi del 2013 è stato di 2.034.763 miliardi. E nonostante la cura della troika e le proiezioni etiliche del Fmi, è ancora la Grecia a guidare la non invidiabile classifica del rapporto più alto: 160,5% davanti all’Italia, poi Portogallo (127,2%) e Irlanda (125,1%), mentre quello più basso in Estonia (10%), Bulgaria (18%) e Lussemburgo (22,4%). Ma il trend di aumento appare generale. Il debito pubblico dell’Eurozona prosegue, infatti, la crescita in rapporto al Pil dell’area. Secondo Eurostat, alla fine del primo trimestre dell’anno il rapporto tra i due indicatori è salito al 92,2% dal 90,6% segnalato alla fine del 2012 per i 17 Paesi della moneta unica. Nell’Ue a 27, invece, il debito/Pil alla fine di marzo ammontava all’85,9% in crescita rispetto a fine dicembre (85,2%). Rispetto al primo trimestre dello scorso anno il rapporto debito/Pil è cresciuto sia nell’Eurozona (88,2%) che nell’Ue (83,3%).

Direte voi: lo spread è volato sulla Luna e Piazza Affari è crollata. No, il nostro differenziale sul Bund è oscillato in area 282-284 e la Borsa era in rialzo. Ora, va bene che ormai il mercato non prezza più le buone o cattive notizie, bensì solo le parole di Bernanke, ma qui c’è qualcosa sotto. Ovvero, o è una strategia di rilassamento per colpire il Paese quando avrà le difese più basse oppure la Bce sta per fare qualcosa, nel senso che i mercati prezzano già una reazione in grande stile dell’Eurotower a eventuali scossoni estivi. Nell’un caso e nell’altro, c’è da stare con gli occhi bene aperti: tutti e due, non uno sì e uno no. Per una serie da ragioni che vanno ben oltre i meri confini italiani o anche europei.

Al netto dell’assenza di strumenti legali per l’operatività stessa del meccanismo Omt per l’acquisto da parte della Bce di debito sovrano e dell’intransigenza tedesca in merito, almeno fino alle elezioni del 22 settembre prossimo, la confusione generale attorno al possibile rallentamento della manovra di stimolo statunitense ha sortito finora il risultato di far salir i tassi di interesse obbligazionari sulle scadenze più lunghe, a prescindere dello stato di salute delle economie di riferimento dei titoli. Il decennale giapponese ha preso 25 punti base, quello tedesco 35, quello francese 62, quello britannico 63 come quello norvegese, i titoli australiani 66 come quelli coreani, il decennale spagnolo 70 come il Treasury Usa, il Btp italiano 74, il decennale polacco 120, quello messicano 122, quello turco 131, quello brasiliano 135 e quello indonesiano 170.


  PAG. SUCC. >

COMMENTI
23/07/2013 - forse è il caso di rispolverare soluzioni semplici (Paolo Tanga)

ricordo le mie tre proposte più fattibili e di facile efficacia: 1) sostituire tutte le imposte IMU con un prestito allo Stato all'1% 2)provvedimento compensativo a carico di coloro che beneficiano di detto provvedimento per motivi di equità 3)valorizzare i beni archeologici, artistici e culturali attraverso la creazione di società di gestione mista nel cui capitale far entrare i creditori dello Stato. Dette società devono agire in una cornice ben definita al fine di valorizzare e stimolare gli investimenti conservativi e migliorativi. I primi provvedimenti consentirebbero di ottenere 480 miliardi di euro (più di quanto le proposte in commento consentirebbero) e la riduzione degli interessi compenserebbe la perdita di gettito IMU. Il terzo potrebbe consentire anche l'abolizione del debito se tutti i creditori vi aderissero. Se poi si facesse di più inserendo le proposte meno difficilmente realizzabili ...