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RITORNO ALLA LIRA?/ Picciolini (ex Bankitalia): Grillo ci vuole come l’Argentina

Pubblicazione:mercoledì 24 luglio 2013

Beppe Grillo (Infophoto) Beppe Grillo (Infophoto)

L’Argentina, che è fallita nel 2001, ancora oggi non riesce ad andare sui mercati internazionali di capitali a raccogliere prestiti. Deve rivolgersi al Giappone o a livello interno. E stiamo parlando dell’Argentina, non dell’Italia, teoricamente una delle 6-7 potenze a livello mondiale. Mi permetta di aggiungere anche un’altra cosa.

 

Dica pure.

Di recente si è ripreso a parlare della vendita delle nostre riserve auree: una cosa che reputo assurda. Le nostre riserve auree rappresentano una delle cose buone che l’Italia ha rispetto ad altri paesi. Molto spesso se ci salviamo è perché siamo tra i primi paesi al mondo per detenzioni d’oro, che sono una bella garanzia.

 

In chiusura del suo post, Beppe Grillo scrive: “Se non sarà l’Italia a reagire lo farà per lei il mercato con il suo linguaggio universale, ci sarà un prossimo rialzo degli interessi richiesti fino a rendere insostenibile il nostro debito”. Ci aspetta un altro agosto di fibrillazione come quello del 2011 con lo spread alle stelle?

Molto più di Grillo e Casaleggio mi fido di Draghi, che ha detto che ci sarà ancora un lunghissimo periodo di tassi bassi. Non mi posso fidare di chi pensa che domani ci sarà una rivolta nel nostro Paese. Chi come me ha una certa età, e le rivolte purtroppo le ha vissute, ha visto che il nostro Paese ha saputo reagire ad avversità ben peggiori.

 

Possiamo sperare?

Se imparassimo a fustigarci di meno e pensassimo un po’ meno a farci male da soli, probabilmente ci sarebbe uno spread più basso. 



© Riproduzione Riservata.

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COMMENTI
25/07/2013 - Tornare alla lira (Claudio Baleani)

Il ragionamento di Picciolini è giusto: non si può tornare indietro a meno che l'Italia non voglia dolosamente tirare un bidone alla finanza e ai tedeschi. Il mezzo c'è. Approvare in fretta e furia un provvedimento che esenta da qualunque tassa tutti i capitali italiani investiti in valuta straniera. Questo comporta che lo Stato italiano dall'oggi al domani non ha più un soldo per pagare i debiti e che dei 2000 mila miliardi di debito non paghiamo un euro. Fallito lo Stato Italiano e uscito dall'euro si batte nuova moneta e i capitali privati italiani vengono fatti ritornare con normative di vantaggio e forte detassazione delle attività produttive. La Germania e la Francia andrebbero a picco. Questo non è previsto nei trattati? Vorrei vedere che lo fosse. Ma quando le regole del gioco non sono uguali per tutte e quando un paese diventa irrilevante nella politica della sua moneta mi pare che ci si possa aspettare di tutto, compreso la bancarotta fraudolenta. La Grecia resta nell'euro perché loro non hanno il pareggio di bilancio esclusi gli interessi sul debito e hanno un sistema produttivo azzerato. Ma noi non siamo la Grecia e non vedo la ragione per non mettere la pistola sul tavolo.

 
24/07/2013 - Oltre (Diego Perna)

Salve Sig.Crippa, Lei avanza da me ancora un caffé, non l' ho dimenticato, e neanch' io tornerei alla Lira, ma la oltrepasserei, ritornando al baratto. Pensi , scomparirebbero subito le banche e la finanza, tutti i derivati apparirebbero sotto la luce per ciò che realmente sono, il nulla che vuol diventare il potere sul mondo. ( questa mi é proprio piaciuta, mi complimento da solo) Buona notte

 
24/07/2013 - No ad artifici (la lira) per non pagare il debito (Giuseppe Crippa)

Condivido le tre proposte di Paolo Tanga su come ridurre il nostro debito pubblico, sottolineando però che potrebbero essere ancor più agevolmente attuate rimanendo nell’euro.

 
24/07/2013 - Anch'io sono stato Dirigente in Bankitalia (Paolo Tanga)

ma la penso diversamente. Il ritorno alla lira ci consentirebbe di abbandonare questa Europa priva di valori, che costringe ad approvare norme contrarie alla nostra Costituzione e ci costringono pure a cambiarla, che istituisce il reato penale di opinione, ecc. Ci consentirebbe di riacquisire la sovranità che in base alla Costituzione appartiene al popolo e la sovranità monetaria che potrebbe tranquillamente governare la svalutazione se solo si attuassero tre provvedimenti già da me descritti altrove: 1) sostituire l'IMU con un prestito allo Stato fruttante l'1% di interessi; 2) provvedimento compensativo dei vantaggi arrecati ai possessori del debito attuale; 3) costituzione di società per la gestione del patrimonio archeologico le cui azioni andrebbero offerte ai creditori dello Stato e la cui operatività dovrebbe svolgersi nell'ambito di una cornice di norme capaci di incentivare investimenti per la valorizzazione di detto patrimonio. I primi due provvedimenti farebbero risparmiare in interessi più di quanto lo Stato ottiene dall'incasso dell'IMU senza sostenere i costi di gestione dell'imposta. Il terzo, se accolto dai creditori, azzera il debito pubblico. Sembra una ricetta magica: provare per credere. Lo spazio non è sufficiente per entrare in dettaglio.

 
24/07/2013 - italia come l'argentina?! (umberto diana)

no meglio, almeno secondo l'esperto traghettatore di bankitalia verso i lidi promessi dell'euro-zona...sarà, se lo dice lui. Intanto ricordo i successi economici e sociali del paese sud americano nel periodo dallo sganciamento dal dollaro/default fino al 2010. Poi faccio sommessamente notare che la "7-8° potenza mondiale" ha un PIL pro capite (in PPA, of course) di 17k $, 50° posizione circa dietro l'ottima Lituania - l'Italia è 30° con 30K; nel PIL l'italietta è solo 10° con 1.8 mld $, più del doppio però dei 0.7 mld $ della nostra meta di emigranti ad inizio XX sec. (bei tempi, non c'era internet!). Solito terrorismo mediatico.