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Economia e Finanza

BANCHE/ Mazzotta: tre strade per far tornare il credito (come negli Usa)

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Negli Stati Uniti all’inizio della crisi le banche sono state fortemente ricapitalizzate con denaro pubblico. Il Tesoro è intervenuto direttamente all’interno di numerose realtà bancarie, non soltanto quelle di grandi dimensioni, ma anche di carattere regionale e locale. E’ riuscito ad attuare un’operazione di ricapitalizzazione molto robusta, e quindi a migliorare i coefficienti patrimoniali delle banche. Nella stragrande maggioranza dei casi, una volta che la banca ha ricominciato a funzionare il Tesoro ha rimesso sul mercato le quote che aveva sottoscritto e di tanto in tanto ci ha pure guadagnato.

 

Le istituzioni Ue hanno seguito una politica simile?

Nella realtà europea, fatta eccezione per le operazioni di salvataggio che però non hanno riguardato l’Italia, non sono state attuate operazioni simili. In Italia, rispetto a una situazione di difficoltà e a un’economia debole, il sistema bancario non ha più il problema della liquidità che aveva prima degli interventi della Bce. Continua però a sussistere il problema della debolezza patrimoniale. I requisiti patrimoniali sono sufficienti rispetto ai volumi degli attivi. Ma se questi ultimi dovessero aumentare riprendendo l’erogazione di crediti, soprattutto in condizioni di rischiosità elevata, i livelli patrimoniali entrerebbero tutti in forte tensione.

 

Ritiene quindi che sia necessario un intervento della Bce o che vada creata una bad bank?

Gli strumenti tecnici possono essere diversi, ma occorre consentire alle banche una ripresa nell’erogazione del credito rendendo meno rigido e meno stretto il rapporto tra totale dell’attivo e livelli patrimoniali. Si potrebbe, per esempio, rendere la regolamentazione meno rigida, anche se si tratta di una scelta imprudente. Un’alternativa è aprire un fondo di garanzia per i crediti. Mentre se ci si attende che le banche riprendano i crediti e aumentino i rischi e le perdite, si può compiere un’immissione straordinaria di capitale e di patrimonio.

 

Si può parlare di uno scontro in atto tra banche Usa e Ue?

No. Nella realtà europea lo scontro è tra gli strumenti che sono messi a disposizione del sistema di riscossione del credito e la rischiosità del mercato. Purtroppo questa situazione non viene gestita in modo efficace e ciò comporta un forte prolungamento delle difficoltà economiche e della fase recessiva. Se il mercato continuerà a essere lasciato a se stesso, la recessione durerà molto a lungo incancrenendosi. Se invece si faranno degli interventi più efficaci la recessione durerà meno e si eviteranno i suoi effetti peggiori.

 

(Pietro Vernizzi)

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