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Economia e Finanza

DATAGATE/ Pelanda: è una guerra interna agli Usa per "far fuori" Obama

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Diranno che hanno fatto tutto secondo le leggi e secondo i trattati, il che è vero. Poi magari manderanno il vicepresidente a chiedere scusa a qualcuno di importante, per esempio in Germania. E tratteranno sottobanco gli accordi di libero scambio, offrendo un vantaggio agli europei.

 

Finirà davvero così?

Bisognerà vedere come il caso andrà avanti in America. Il Datagate è una cosa molto americana che serve ad anticipare l’uscita di Obama dalla scena politica. Bisogna vedere se coinciderà con le elezioni di medio termine, se è una risposta ai repubblicani in campagna elettorale o se è solo una questione interna di assestamento dei vari poteri.

 

È davvero così normale spiarsi tra alleati?

Anche noi italiani spiamo i nostri alleati e i nostri alleati ci spiano. Sappiamo esattamente chi ci spia e anche loro sanno di noi. Sappiamo, ad esempio, della rete francese di spionaggio economico, però non andiamo a lamentarci. Lo facciamo solo quando esagerano. Bisogna fare anche un’altra distinzione.

 

Quale?

Se si tratta di metadati non c’è stata alcuna violazione. Infatti, la loro raccolta è regolata dal codice di sicurezza approvato nel 2002. Tutte le nazioni collaborano a raccogliere questi dati che aiutano parecchio le indagini e sono un elemento essenziale per l’antiterrorismo. Tutte le nazioni che hanno sottoscritto i trattati se li scambiano allegramente. Oppure…

 

Oppure?

Se c’è stata un’attività di spionaggio di tipo economico-industriale e c’è di mezzo il servizio di intelligence americano, allora la cosa si fa pesante. Ma se è successo qualcosa del genere i giornali non lo sapranno.

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