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Economia e Finanza

MANOVRA D’AUTUNNO/ Il Giappone può salvare l’Italia dal fallimento

Il mancato gettito fiscale, derivato anche dalle ipotesi di interventi in merito a Iva e Imu, apre le porte a una manovra in autunno. Ne abbiamo parlato con GUSTAVO PIGA

Fabrizio Saccomanni (Infophoto)Fabrizio Saccomanni (Infophoto)

Il calo del Pil, passato dal -1,3% di marzo al -1,9% di oggi, potrebbe richiedere una nuova manovra correttiva dei conti pubblici in autunno. Anche perché se si vuole evitare l’aumento dell’Iva e il pagamento dell’Imu bisognerà trovare delle coperture alternative al mancato gettito fiscale previsto. Ne abbiamo parlato con Gustavo Piga, Professore di Economia politica all’Università Tor Vergata di Roma.

Professore, qualcuno ipotizza una nuova manovra correttiva in autunno. Cosa ne pensa?

Se ci troviamo con il debito pubblico più alto d’Europa dopo quello greco, e per di più in costante crescita è proprio per queste piccole, minuscole, continue, infinite manovre di meri contabili. Che pensano di non poter influenzare la crescita economica.

A chi si riferisce?

Tutti i governanti che si sono succeduti negli ultimi 3-4 anni in Europa che con il loro atteggiamento hanno causato la recessione.

Non si salva nessuno?

Se c’è una cosa che va detta è che mentre la crisi del 2008 ci è stata imposta, quella del 2012-2013 è una recessione sadomasochista, che stiamo imponendo a noi stessi. Per di più in un momento in cui nel resto del mondo, Giappone e Stati Uniti in primis, hanno capito che è solo la politica economica che ci salva. In più queste minuscole manovre hanno un ruolo importantissimo nel deprimere uno dei motori fondamentali dell’economia: l’ottimismo. Le faccio un esempio.

Prego.

Oggi ho lasciato la macchina dal meccanico, il quale mi ha detto che ormai la gente fa di tutto pur di rinviare le spese e tesoreggiare le risorse che ha. Vuol dire che i nostri politici non sanno trasmettere quell’ottimismo che è il volano naturale degli investimenti. Queste manovre non fanno altro che portare l’idea che non esiste un futuro pieno di potenzialità davanti a noi.

Le conseguenze in effetti sono disastrose.

La domanda privata è scappata. Abbiamo un meno 3,9% nel primo trimestre 2013 nelle costruzioni: una cosa mostruosa.

Al posto delle manovre cosa servirebbe?