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Economia e Finanza

FINANZA/ Così l’euro ha messo l’Italia al muro

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Il vicolo cieco è quello di inseguire o tentare di sospingere l’araba fenice di una crescita ormai perduta, oppure tentare di tener i conti in ordine. Si sono accorti (ma ci voleva in genio?) che fare crescita, per l’economia reale senza occupazione, è una chimera. E si stanno pure accorgendo che la disoccupazione diventa un problema di ordine sociale e di ordine pubblico (ma questo non l’hanno ancora capito bene, ottusi come sono nella loro ideologia). Così si finisce nel ridicolo: urla e strepiti per cancellare l’aumento dell’Iva, come se fosse la fine del mondo (sarebbe solo una accelleratina verso il disastro, in sostanza non cambierebbe molto sulla strada della depressione); alla fine il risultato è quello di rimandare questo aumento a ottobre: e cosa cambia a ottobre? Perché questo aumento, tanto nefasto per l’economia reale ora, sarebbe accettabile a ottobre? Cosa ci sarebbe di così diverso a ottobre, da un punto di vista macroeconomico?

Inoltre, il costo di tale dilazione temporale è stato quantificato in circa un miliardo di euro di mancate entrate per lo Stato. E lo Stato, in ossequio all’assurdità del pareggio di bilancio, ha già pianificato di coprire questo mancato introito con altre tasse (accise su sigarette elettroniche, anticipi Irpef, ecc.). Come giustamente qualcuno ha commentato, sembra il gioco delle tre carte, cioè di truffatori di basso livello, truffatori da mercatino delle pulci. Una truffa che palesa tutta la sua inutilità nel fatto che comunque non serve a nulla sulla questione del debito: il debito continua a crescere, inesorabilmente, imperterrito, poiché è impossibile da pagare. Al di là dei giudizi economici, c’è l’inesorabilità dei numeri: siamo a 2041 miliardi di euro, e la crescita del debito continua inarrestabile, pareggio di bilancio o no.

La situazione è insostenibile, stiamo andando incontro al disastro (e già ci siamo con tutta evidenza, anche se il peggio deve venire) e non c’è nessuno, tra quelli al potere, che stia facendo qualcosa di utile in tal senso. Probabilmente perché non c’è nessuno che sappia cosa fare, che sappia cosa sia la moneta e che abbia idea di come affrontare la crisi, difendendo l’economia reale.

Il vangelo di domenica scorsa dice qualcosa di interessante: “Un altro disse: «Ti seguirò, Signore; prima però lascia che io mi congedi da quelli di casa mia». Ma Gesù gli rispose: «Nessuno che mette mano all’aratro e poi si volge indietro, è adatto per il regno di Dio»”. Il governo Letta, dopo tanti proclami iniziali, è tornato al solito metodo, è tornato al metodo Monti, è tornato a spremere l’economia reale per preservare l’impossibile chimera, cioè il pareggio di bilancio.


COMMENTI
06/07/2013 - Commento n.2 (Diego Perna)

Ottimo articolo. Grazie

 
06/07/2013 - Italia povera, povera Italia (Diego Perna)

Non si può non essere d' accordo con quanto Lei dice, solo che per condividere il Suo pensiero ci vuole un po' di coraggio, forse di più, ma si figuri se ce ne sono rimaste persone coraggiose dove serve.Non voglio personalmente attribuirmi alcun merito, anzi, sono sempre stato lontano , prima di questi 5 anni, da ogni forma di giudizio politico o economico che fosse, lavoravo, un bellissimo mestiere, e non mi interessava. Credo quindi, che chi non ha già un piede nella -fossa - difficilmente, se non per professione si avvicini a questioni di moneta o economia e pertanto arrivare a quei 10 mln che Lei auspica sarà dura, a meno che si ritrovi il coraggio di vedere le cose, di guardare con semplicità agli effetti, cioè ai frutti della politica economica, europea innanzitutto, per trovarne le cause. Vedo anche, come altre volte ho commentato, pochi o nessuno in questo giornale, che esprimono giudizi o pareri , come fosse peccato, nel senso cristiano, occuparsi di problemi economici, o fosse inutile parlarne, anche se Cristo è venuto proprio per i peccatori. Certo sono importanti gli articoli , anche perché scritti da professionisti che magari hanno una visione più ampia dei problemi che non i lettori( anche se non è detto), ma a vedere questo deserto di commenti, mi convinco che forse molti abbiano perso la speranza che con le idee e gli Ideali, si contribuisca a cambiare il mondo. Io, a prescindere, dal commentare o meno, spero di non perderla mai. Grazie E buon lavoro