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Economia e Finanza

FINANZA/ Così l’euro ha messo l’Italia al muro

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Nello scorso articolo ho parlato del primato dell’esperienza come fattore di conoscenza. E tante altre volte ho già parlato della memoria come strumento fondamentale di comprensione di questa crisi. Questi due elementi, esperienza e memoria, sono strettamente legati, perché l’esperienza non è nient’altro che la memoria di situazioni già vissute, di dinamiche già viste. Questo governo, come altri in precedenza, è arrivato al potere con la sua bella idea per risolvere la crisi, ma si è posto di fronte al problema senza esperienza del passato e senza memoria: cioè di fatto disarmato e impotente. La classe politica italiana dimostra così ancora oggi tutta la sua inadeguatezza (prima di tutto culturale) nel momento in cui è chiamata a governare un frangente tanto complicato della vita del popolo italiano.

Ci vorrà un giorno in cui scenderemo tutti in piazza. Ci troveremo tutti in piazza, una riunione da dieci milioni di persone. Per dire al governo, qualunque sia, di cambiare completamente direzione. E iniziare a costruire un’Europa dei popoli, fatta dai popoli, per il bene dei popoli. E una moneta al servizio dell’economia reale. E la finanza, se serve, ai margini. Magari allora la politica tornerà a fare politica. Ma prima ci vuole il popolo.

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COMMENTI
06/07/2013 - Commento n.2 (Diego Perna)

Ottimo articolo. Grazie

 
06/07/2013 - Italia povera, povera Italia (Diego Perna)

Non si può non essere d' accordo con quanto Lei dice, solo che per condividere il Suo pensiero ci vuole un po' di coraggio, forse di più, ma si figuri se ce ne sono rimaste persone coraggiose dove serve.Non voglio personalmente attribuirmi alcun merito, anzi, sono sempre stato lontano , prima di questi 5 anni, da ogni forma di giudizio politico o economico che fosse, lavoravo, un bellissimo mestiere, e non mi interessava. Credo quindi, che chi non ha già un piede nella -fossa - difficilmente, se non per professione si avvicini a questioni di moneta o economia e pertanto arrivare a quei 10 mln che Lei auspica sarà dura, a meno che si ritrovi il coraggio di vedere le cose, di guardare con semplicità agli effetti, cioè ai frutti della politica economica, europea innanzitutto, per trovarne le cause. Vedo anche, come altre volte ho commentato, pochi o nessuno in questo giornale, che esprimono giudizi o pareri , come fosse peccato, nel senso cristiano, occuparsi di problemi economici, o fosse inutile parlarne, anche se Cristo è venuto proprio per i peccatori. Certo sono importanti gli articoli , anche perché scritti da professionisti che magari hanno una visione più ampia dei problemi che non i lettori( anche se non è detto), ma a vedere questo deserto di commenti, mi convinco che forse molti abbiano perso la speranza che con le idee e gli Ideali, si contribuisca a cambiare il mondo. Io, a prescindere, dal commentare o meno, spero di non perderla mai. Grazie E buon lavoro