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TASSE/ Forte: col taglio delle Province addio Imu sulla prima casa (alla faccia del Fmi)

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Lo era. Siccome in Europa non conta più quasi nulla, considerando il potere della Bce, cerca di conquistarsi un nuovo spazio.

 

Come valuta nel merito la raccomandazione di mantenere invariata l’Imu?

È evidente a chiunque che abbiamo una pressione fiscale tra le più alte al mondo, mentre rimuovere l’Imu sulla prima casa lascerebbe comunque un’elevata imposizione tributaria sugli altri immobili. Oltretutto, il Fmi suggerisce di abbassare la tasse sul lavoro, senza considerare che il 90% delle prime case appartiene proprio a lavoratori dipendenti.

 

A proposito, cosa ne pensa dell’indicazione di usare i proventi dell’Imu per abbassare il cuneo fiscale?

Se il Fondo monetario facesse realmente il proprio lavoro, consiglierebbe di abbassare le tasse riducendo le spese, e non di spostare le imposte da un settore all’altro. Tassare il risparmio per avere più crescita è un'altra ipotesi contradditoria. 


Nell’ambito del taglio delle spese, come giudica l’abolizione delle Province?

L’unica competenza attribuita loro che abbia senso è la gestione delle strade provinciali. Nulla vieta, tuttavia, che se ne occupi un consorzio tra Comuni o, addirittura, lo Stato. Tutto il resto, può essere facilmente ridistribuito. Inoltre, considerando l’esistenza dei Comuni, della Città metropolitane, e delle Regioni, non hanno più ragione di esistere in qualità di organo intermedio di rappresentanza politica, mentre la funzione di decentramento statale viene già espletata dalle Prefetture e dalle Questure.

 

Quanto potremmo risparmiare?

In due o tre anni, circa lo 0,2% del Pil, ovvero circa 3 miliardi di euro. Non è molto, ma è pur sempre quasi l’ammontare dell’Imu sulla prima casa. Il vero beneficio, tuttavia, consisterebbe in un decisivo snellimento burocratico. 

 

(Paolo Nessi)

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