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IL CASO/ Il "fascismo" delle tasse svelato da un questionario

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Tutto ciò è inaccettabile, figlio della subcultura della delazione di marca fascista e, dunque, inadeguato sul piano oggettivo in uno Stato liberaldemocratico e di diritto. Fioccheranno chissà quanti ricorsi per multe e ricorsi penali, è inevitabile, ma il punto è un altro: a che punto di distorsione statolatria e illiberale siamo giunti in questo sciagurato Paese? E quando finirà questa persecuzione di Stato contro cittadini, produttori di reddito, e imprenditori, produttori di utili, profitti, e sempre sul bordo mobile del rischio, in un momento come questo?

Ciò significa solo una cosa: che in uno Stato sedicente “democratico” possono tranquillamente coesistere pratiche totalitarie e illiberali di questa natura. Caro Bobbio, ci hai fregati tutti con le tue fregole proceduraliste, come se di Stato si dovesse parlare come di un desu mortalis, come voleva Hobbes, e ciò solo perché a questo Stato si poneva accanto l’aggettivo qualificativo - sempre più equivoco - “democratico”. Niente da fare, tutto sbagliato tutto da rifare, come diceva il grande italiano cattolico e libertario, campione nell’anima e nel corpo, Ginettaccio Bartali.

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