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FINANZA/ 2. Dagli Usa gli "indizi" di un nuovo tonfo dei mercati

Finanza e crisi dei mercati (Infophoto) Finanza e crisi dei mercati (Infophoto)

Ora la domanda da porsi è: aprile ha rappresentato un picco, visto il calo nei mesi successivi? Non è domanda da poco, perché nel 2000 il picco del margin debt anticipò di sei mesi la correzione dello S&P 500, mentre nel 2007 di quattro mesi. In un caso avremmo ancora due mesi e mezzo di tempo, nell’altro quindici giorni o poco più. E ancora, se correzione sarà, visto il picco di margin debt, dobbiamo aspettarci qualcosa più del -19,39% registrato tra il 29 aprile e 3 ottobre del 2011? Il tutto in un quadro macro che non vede affatto la ripresa, visto che il Pil statunitense nel primo trimestre è stato rivisto al ribasso dal 2,4% all’1,8%, dopo il quarto trimestre del 2012 in negativo. Gli unici segnali di ripresa arrivano dall’immobiliare e dalla Borsa, ma sono dati drogati dall’afflusso illimitato di denaro da parte della Fed. I tassi sui mutui stanno già salendo e questo potrebbe bloccare anche la poca ripresa del real estate, mentre i costi crescenti sul margine potrebbero impattare sul mercato azionario.

Insomma, se Bernanke sbaglia mossa, potremmo trovarci di fronte a una vera e propria liquidazione azionaria. E se la Fed, annunciando il taper, avvierà una sell-off, l’effetto moltiplicare al ribasso causato dalla corsa alle vendite di titoli garantiti con altri titoli potrebbe davvero tramutare la crisi di Lehman Brothers in una passeggiata nel parco. Ecco perché sembra che il mercato stia con il fiato sospeso in questi giorni d’estate, ecco perché ogni sospiro della Fed pare il verbo assoluto: l’unico margine a non essere negoziabile, in una situazione simile, è infatti quello di errore.

 

P.S.: Avrete appreso da alcuni giornali di ieri del report confidenziale della Bundesbank, pubblicato dallo Spiegel, nel quale si rende nota la scoperta dell’acqua calda: la Grecia avrà bisogno di altri aiuti già a inizio 2014, perché l’operato del governo Samaras è insufficiente. Ora, non vi serviva la Bundesbank di metà agosto per scoprirlo, visto che già da maggio ne parliamo su queste pagine. Di novità sulla Grecia, però, ce ne sono e decisamente poco piacevoli. Ne parliamo giovedì. 

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