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CALO SPREAD/ Dai mercati una scommessa su Letta

Per MARIO SEMINERIO, gli investitori internazionali prevedono che in Italia la situazione politica resterà stabile e ritengono improbabile una chiusura traumatica della legislatura

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«I mercati stanno scommettendo sul fatto che l’Italia non andrà alle elezioni anticipate, anche perché chi farà cadere il governo Letta in un momento di calma come quello attuale ne pagherà le conseguenze al momento del voto». Lo afferma Mario Seminerio, direttore del blog Phastidio.net, commentando i dati sullo spread che ieri, alla vigilia della “pausa” di Ferragosto, è sceso ancora, restando sotto quota 240 punti base. Il tasso sui Btp decennali si attesta quindi intorno al 4,1%, mentre oro e petrolio continuano il loro rialzo.

 

Lo spread ai minimi storici è la conseguenza della ritrovata fiducia nel nostro Paese?

In questo momento stiamo attraversando una situazione di calma apparente sui mercati, in quanto ci troviamo in una sorta di pausa agostana e l’assenza di cattive notizie, quantomeno esplicite, incide in modo positivo. I volumi di scambio sui mercati sono del resto più bassi rispetto al resto dell’anno. Un altro elemento positivo è il fatto che gli ultimi dati dimostrano che c’è un tentativo di ripresa dell’economia dell’Eurozona, forse l’ennesimo.

 

Quali altri aspetti hanno influito sullo spread al ribasso?

C’è senz’altro la convinzione del fatto che i nuovi dati sul Pil dell’Italia possano registrare una piccola variazione positiva, e ciò è visto dai mercati come un segno del fatto che al venire meno della fase più acuta della crisi molte tensioni di finanza pubblica tendono ad allentarsi. L’aspettativa delle Borse è che la crescita sia pure lieve del Pil possa favorire un parziale riequilibrio dei conti pubblici dell’Italia. Gli investitori non vedono inoltre eventi catastrofici all’orizzonte e di conseguenza c’è una lieve ma costante e progressiva riduzione dello spread, che è anche causata dal rialzo del rendimento del Bund.

 

La politica espansiva delle banche centrali di Stati Uniti, Giappone e Regno Unito può convincere alcuni investitori a smobilitare i Bund e investire su altro?

Questo è senz’altro un elemento, insieme al fatto che è in corso una sorta di ricerca del rendimento. I rendimenti dei Bund finora sono stati così bassi da essere anomali. Il loro rialzo è determinato semplicemente da un tentativo di normalizzazione. Un ruolo è giocato anche dal fatto che la Banca centrale del Giappone, la Banca d’Inghilterra e in parte anche la Fed abbiano in essere delle politiche molto espansive.

 

Politiche che risultano molto diverse da quelle della Bce …