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Economia e Finanza

EVASIONE FISCALE/ Il nero di Germania e Inghilterra fa "impallidire" l’Italia

I dati di una ricerca sull’economia sommersa in Europa mostrano che l’Italia è in buona compagnia, con Stati insospettabili, come la Germania. Il commento di RAFFAELE IANNUZZI

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Benedetta crisi. Sì, benedetta crisi, perché si imparano tante cose, durante la crisi, sei quasi costretto a sapere di più, a scandagliare cose e valori, a impastarti insieme alla terra nera della depressione generale e, alla fine, ne cavi fuori un guizzo di consapevolezza in più. Provare per credere. Io ho provato e qualcosa è uscita fuori. Il “nero”, il sommerso, quell’“underground economy”, come scriveva anni fa un economista liberale, che lingua parla? Soltanto la nostra, l’italiano, ormai screditato nell’orbe terracqueo, oppure ha imparato nuovi idiomi, più forti e diffusi? Udite udite, esce fuori che il “nero” piace parecchio a parecchia gente; anzi, cementa tanta bella roba in termini economici e perfino in zone di accreditata “verginità” etica e finanziaria, vedi la Germania. Eh sì, con Shakespeare, diciamo: così fan tutti.

Sia chiaro: la crisi è nera anche per il “nero”, ovvio. Se non c’è trippa per gatti, non c’è trippa per gatti, non c’è niente da fare. Cinque anni di penitenza sono tanti e alla lunga anche i palazzi più robusti cedono. Infatti - come segnala la zelante testata di Eugenio Scalfari che mi pare si chiami ancora La Repubblica, fateci sapere eventuali variazioni di brand - dopo il 2009 l’economia del “nero” è stata travolta: la percentuale rispetto al Pil è sceso al 18,5% nel 2013, a fronte di un sommerso bello vigoroso al 20,9% nel 2006. Un’altra fase storica, si dirà. Certo, non c’è che dire. Se perfino in paesi con un sommerso a prova di bomba come il nostro si registra l’inversione di tendenza, questo è un segnale grosso come una casa. Ma, al di là degli oltre 2 mila miliardi di euro sotto traccia e sommersi in Europa (che, francamente, non sono poi una cifra mirabolante rispetto al Pil del Continente), ancora una volta non si vuole cogliere la cifra antropologica della vicenda “nero”.

Trattasi di mera questione di sopravvivenza. Se un mercato è agli stracci e lo Stato manda ai pazzi, come dicono a Roma, per pagare le tasse, io la fattura non la faccio pagare, prendo meno e cash, stop. Fa parte della struttura antropologica dell’umano, non me lo deve spiegare un funzionario del catasto adibito al servizio di polizia finanziaria che si debba fare in un’altra maniera, perché non sta a lui governare le tendenze socio-antropologiche alla sopravvivenza degli uomini. Vorrei che questo fosse chiaro: finché non si rende accettabile il carico fiscale siamo nella jungla e chi può sopravvive appunto come può. Punto e a capo.

Dopodiché torniamo agli imbarazzi di rito. Allora, domanda: chi fa tanto “nero”? D’accordo, l’Italia e la Spagna, e questo si sapeva, soprattutto l’Italia, lo dicono l’Economist, il Financial Times e gli altri giornalini che poi non spiaccicano una sillaba contro le magagne di casa loro, ma va bene così (si fa per dire), mi interessa un altro dato; siamo solo noi, come diceva una vecchia canzone di Vasco? E qui spunta la sorpresa: no, non siamo solo noi. Cioè, siamo in una nobile compagnia di farabutti titolati: nientemeno che Germania e Inghilterra. Ma soprattutto la luterana e sfiancata dai sensi di colpa Germania, governata da una luterana, Angela Merkel, con forti simpatie comuniste giovanili e poi passata al dominio di chi - vedi appunto l’autore delle 95 tesi - si alleò con lo Stato, al fine di controllare le persone, infliggendo loro, per giunta, una dose doppia di sensi di colpa per la sola ragione di esistere: ecco anche questa Patria della Perfezione sbafa soldoni a “nero”, godendo come fosse un bieco e sordido porto mediterraneo. Si tratta di una cifra di non piccolo rilievo: 351 miliardi di euro. Niente male.


COMMENTI
16/08/2013 - Impallidire chi? (Daniele Scrignaro)

Giusto ieri (http://www.ilsussidiario.net/News/Economia-e-Finanza/2013/8/15/EVASIONE-FISCALE-Germania-record-del-sommerso-351-miliardi-di-euro-In-Italia-solo-333/419711/) è stato riportato che l’evasione fiscale in Italia è al 21% del Pil, mentre in Germania è al 13, e in Francia e Gran Bretagna al 10. Significa (semplificando) che i «farabutti titolati» nostrani evadono il doppio o sono il doppio il che la dice lunga sulla nostra coscienza del bene comune o, in altri termini, sul nostro di appartenenza alla comunità nazionale. Nel 2008 (prima della crisi economica) i commercianti hanno denunciato un imponibile lordo annuo di 19.000 euro (meno di operai e impiegati). E non c’è neppure la scusante della elevata pressione fiscale, in cui siamo quarti solo dal 2012 ma fino al 2005 eravamo nella media europea (al nono posto!). Così il Meeting un anno ha messo a tema «Emergenza uomo» e Papa Francesco ha ricordato di recente che «Questa è una crisi dell'uomo».