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IL CASO/ I numeri che preparano l’autunno caldo per l’Italia

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Quanto al prossimo autunno, le avvisaglie non promettono nulla di buono, viste le recenti decisioni del Consiglio dei Ministri, che ha prorogato di un anno il blocco degli stipendi e degli scatti di carriera di circa tre milioni di dipendenti pubblici. Si tratta dei lavoratori di scuola, difesa e sanità. Si calcola che il blocco comporti una mancanza di circa 200 euro mensili in busta paga. E questo accade nel pieno di una crisi, mentre nel biennio 2011-2012 le buste paga sono state ridotte dell’1,3%  con un risparmio di 6,6 miliardi per le casse statali. E nello stesso periodo, grazie anche al turn over, il numero dei dipendenti pubblici si è ridotto del 3,5%: 120 mila lavoratori in meno. Autunno caldo?

Ancora una notizia locale: dopo aver tergiversato per anni riguardo al problema dei rifiuti per Roma in previsione della chiusura della mega discarica di Malagrotta, le autorità hanno improvvisamente deciso di aprire una nuova discarica in zona Falcognana, poco fuori il Grande Raccordo Anulare, nei pressi del Santuario del Divino Amore, il più amato dai romani. Tale decisione ha provocato l’immediata reazione della popolazione, che è arrivata a bloccare la via Ardeatina e ha pure tentato il blocco del GRA. La protesta sta montando, anche perché la chiusura di Malagrotta, dopo l’ennesimo rinvio, è fissata per il 30 settembre.

Autunno caldo? Vogliamo fare una previsione? Sembra una previsione facile, e se le istituzioni si mettono costantemente contro la popolazione e contro il bene comune non può venirne niente di buono. Occorre prepararsi. Osservava sempre MacIntyre, nel 1980, facendo il paragone tra l’epoca nostra e quella dei barbari dopo la caduta della civiltà dell’Impero romano: “E se la tradizione delle virtù è stata in grado di sopravvivere agli orrori dell’ultima età oscura, non siamo del tutto privi di fondamenti per la speranza. Questa volta però i barbari non aspettano di là dalle frontiere: ci hanno già governato per parecchio tempo”. E ripeteva nel 2006: “Quando scrissi quella frase conclusiva nel 1980, era mia intenzione di suggerire che anche la nostra epoca è un tempo di attesa di nuove e inattese possibilità di rinnovamento. Allo stesso tempo, è un periodo di resistenza prudente e coraggiosa, giusta e temperante nella misura del possibile, nei confronti dell’ordine sociale, economico e politico dominante nella modernità avanzata. Questa era la situazione ventisei anni fa, e tale ancora oggi rimane” (Dopo la virtù, Alasdair MacIntyre).

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COMMENTI
19/08/2013 - stagioni (Diego Perna)

Se l' autunno sarà caldo, non voglio immaginare l' inverno, ma una cosa la vedo sempre piú chiara, e cioé che rivedere l' euro , e l' Europa sará sempre piú difficile. Non solo perché tutto é costruito in modo da non poter essere cambiato nei meccanismi , ma anche perché l' idea é che l' euro ha portato benessere all' Italia ,non ce l' avremmo mai fatta senza l' Europa. Ora direbbe ,non ricordo chi, la domanda sorge spontanea: ma se non avessimo l' euro e l' Europa, che forse saremmo giá morti nel senso che non avremmo avuto nemmeno da mangiare? Certo l' Inghilterra è amica degli americani, ma noi non lo siamo anche. Oppure é che abbiamo perso la guerra? Ma insomma chi decide nel mondo cosa l' Italia deve o non deve fare? Ma é veramente la globalizzazione la causa di tutti i ns mali? Ma questa non è un' opportunitá per le imprese? Peró ora forse tutto mi é chiaro, solo i bravi e i forti ce la faranno, un pó come nella jungla. Grazie dott. Passali e non demorda, io , anche se un pó confuso, rimango a suo fianco. Buona Giornata