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LETTA/ Sapelli: a Rimini un esempio di rinascita morale per tutti

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Enrico Letta sul palco del Meeting di Rimini  Enrico Letta sul palco del Meeting di Rimini

Si comprende bene, molto bene, perché Letta invochi dunque il ruolo di coloro che portano la pace e non il conflitto nella politica, così come è oggi in Italia. Anche nella politica così come è oggi: sottolineo questo punto. La pacificazione che il governo ha iniziato in una nazione divisa e lacerata deve continuare: costi quel che costi. Ed è importante affermare, anche in queste ore, che sono forse le più drammatiche che la Repubblica abbia mai attraversato nella sua storia, anche in queste ore dove la discrasia tra democrazia come principio di maggioranza e democrazia come partecipazione solidale per il bene comune è massima, ebbene, anche in queste ore, è necessario affermare che l’unica speranza per l’Italia è riconoscere la necessità di unirsi e non di dividersi: costi quel che costi.

“L’emergenza uomo”, ossia il superamento del nichilismo della lotta per il potere (dove importante è impedire agli altri di vincere e non vincere insieme), deve far giungere l’Italia a una superiore consapevolezza: si esce dalla crisi in primo luogo con la cultura, l’esempio morale e la dedizione alla causa del bene comune. Tutti - sottolineo tutti - anche coloro che si sentono vittime delle peggiori ingiustizie, debbono perseguire questa causa. Letta ha reso manifesta la speranza che il popolo italiano - che esiste eccome! e Rimini lo dimostra - crede nella possibilità di questa rinascita morale.

Con il discorso di grande respiro di Napolitano, quello di Letta rimarrà come un passo importante nella risalita di questo Paese verso la conquista, la riconquista, di una consapevolezza morale e civile che tutti dobbiamo porre al centro per vincere il male del nostro tempo: la perdita della fede nella persona e nelle sue straordinarie potenzialità creatrici e suscitatrici - come ci insegnava Romano Guardini - di amore e di speranza. 

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COMMENTI
19/08/2013 - l'europa dei popoli non esiste (francesco taddei)

l'europa dei popoli non può essere quella dei 27 stati e delle tre lingue imposte, ne quella della commissione europea e del consiglio dei ministri dell'economia che impongono la loro volontà annullando gli stati (vedi progetto eurogendfor). ma di questo a letta e a CL non importa nulla. in europa i cristiani sono minoranza. e i russi (grazie a Dio) in un'europa sotto il comando degli usa non ci stanno