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FINANZA/ 1. Forte: la Bundesbank "prepara" l’uscita della Germania dall’euro

Pubblicazione:mercoledì 21 agosto 2013 - Ultimo aggiornamento:mercoledì 21 agosto 2013, 7.58

Angela Merkel (Infophoto) Angela Merkel (Infophoto)

Quella della Bundesbank è una dichiarazione impropria, in quanto fa una constatazione di per sé banale, ma attraverso quelle parole vuole far capire chi comanda non soltanto all’Europa, ma anche alla stessa Merkel. Bisognerà poi vedere se il governo tedesco lascerà fare alla Bundesbank tutto quello che vuole. È noto che anche in passato c’è stata una sorta di guerra interna tra il Cancelliere e la banca centrale, che nasceva tra l’altro dal fatto che la Merkel ha sostenuto Mario Draghi come presidente della Bce al posto del candidato della Bundesbank.

 

Come legge invece i mercati in discesa negli ultimi giorni?

Quello messo in atto dalla Borsa è stato un recupero tecnico. Dopo aver fatto quei rilevati guadagni, chi era allo scoperto si è ricoperto. Quanto allo spread, indica il nervosismo del mercato rispetto alle sorti del nostro governo Letta. Il vero tema, che rifletterà l’andamento irrequieto dei mercati, è la questione dell’applicazione retroattiva della legge Severino. L’affermazione in questione lede profondamente il principio generale della Costituzione relativa all’elettorato attivo.

 

Per quale motivo la questione relativa alla legge Severino continuerà ad agitare i mercati?

Per il fatto che andare contro i principi costituzionali sull’elettorato attivo è degno di una persona con una mentalità antidemocratica e illiberale, in quanto è una negazione del diritto di voto dei cittadini. È quasi un attentato alla democrazia, perché con questo precedente il Parlamento non è più sovrano. Come afferma il giurista Piero Alberto Capotosti, in base alla stessa legge Severino “il Parlamento è libero di valutare”. Ciò vuol dire che Camera e Senato possono anche sollevare un dubbio sulla costituzionalità della parte della norma relativa alla retroattività. Si tratta di una questione generale e molto importante, che non riguarda solo Berlusconi. Non c’è più l’immunità parlamentare, e anche questa è una deroga opinabile ai principi generali della Costituzione.

 

(Pietro Vernizzi)



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