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FINANZA/ Bertone: Italia, attenta alla "trappola" d'autunno

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9 - In prospettiva non mancano perciò le buone opportunità. A meno che non si commettano errori fatali, quelli temuti da El-Erian che individua un poker di pericoli per l’autunno. Ovvero: a) le turbolenze legate alle nomine ai vertici della Fed, che minacciano di depotenziare la cabina di regia della finanza mondiale nel momento più delicato; b) l’emergenza del Medio Oriente; c) le esitazioni dell’Abenomics in Giappone, di fronte alla scelta cruciale se aumentare o meno la pressione fiscale per fronteggiare il debito; d) La situazione rischio in almeno tre Paesi dell’area euro (Grecia, Cipro, Portogallo) che richiederanno nuovi interventi dopo le elezioni tedesche. Guai se Bruxelles, al solito, esiterà.

10 - C’è anche un “dolce” pericolo a medio lungo termine, di cui parla Fugnoli. Un economista di grande acutezza, David Rosemberg, già prevede che il ciclo espansivo in atto modifichi i rapporti di forza tra i soggetti del’economia. I benefici della prossima fase di crescita potrebbero andare al lavoro, non più ai profitti delle imprese. Certo, ci sono ancora in giro milioni di senza lavoro. Ma non c’è più disoccupazione in Germania e l’America sembra avviata a risolvere il problema nei prossimi 2-3 anni. Oltre Oceano si vedono già i primi segnali di aumento del potere contrattuale del lavoro. Questo, visto con gli occhi delle Borse, vuol dire: più salari e meno profitti. Ma sarà una grande boccata di ossigeno per le democrazie. Ben vengano le insidie di questo tipo. 

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