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Economia e Finanza

FINANZA/ Il Monopoli mette in imbarazzo Obama (e il Pd)

Fannie Mae, uno degli enti che ha erogato più mutui subprime (Infophoto)Fannie Mae, uno degli enti che ha erogato più mutui subprime (Infophoto)

Dal gennaio del 1993, poi, l’Housing Bill dell’anno precedente imponeva che Fannie Mae e Freddie Mac destinassero almeno il 30% del totale dei mutui erogati a edilizia popolare (cioè a clienti subprime), quota che salì al 40% nel 1996, al 42% nel 1997 e al 50% nel 2000, su ordine diretto del Department of Housing and Urban Development. L’errore dell’Amministrazione Bush fu quello di non interrompere questa politica, tanto che sia Fannie che Freddie raggiunsero il livello di mutui ad alto rischio prestabilito per legge fino al 2007, l’anno prima dell’esplosione della crisi e del crollo di Lehman Brothers. Quell’anno, la quota raggiunta era del 56%. Ma che quella politica fosse folle e che le quote percentuali imposte stessero promuovendo atteggiamenti irresponsabili lo si sapeva da subito, dal 2002, come dimostra un documento interno di Fannie Mae dal titolo “HUD Housing Goal” del marzo 2003.

Le conseguenze di queste scelte populiste e finanziariamente sciagurate si palesarono in maniera drammatica: i prestiti a soggetti subrime passarono dagli 8 miliardi di dollari del 1991 ai 4,5 triliardi di dollari del 2007. Di più, nel 1990 l’80% dei mutui immobiliari erogati da Fannie Mae e Freddie Mac era di categoria “prime”, ovvero con solide credenziali da parte del cliente sulla capacità di ripagare quanto ottenuto. Nel 1999 solo il 45% del totale dei mutui erogati faceva parte di questa categoria, percentuale scesa al 15% nel 2007. Nel 2008, quasi la metà di tutti i mutui in essere negli Stati Uniti era di categoria “alto rischio”: nel 1990, praticamente non esisteva la cartolarizzazione di mutui, se non per una percentuale risibile; nel 2007 erano tutti cartolarizzati. La percentuale di proprietà di immobili salì dal 63% del 1993 al 69% del 2006, il tutto grazie a questa politica sciagurata: ma quando la Fed fu costretta a dire basta alla politica monetaria accomodante e i capitali esteri dei paesi emergenti diminuirono il loro flusso verso il mercato Usa, cominciarono le sofferenze sui mutui, i pignoramenti, il settore real estate grippò, la bolla esplose e con essa la scommessa finanziaria legata ai subprime.

Colpa delle banche e della finanza, anzi “turbo economia”, come dicono i deputati del Pd? Certamente cartolarizzare mutui ad alto rischio, impacchettarli in uno strumento derivato che contenesse anche tracce di investimenti sani e piazzarli alla gente non è un comportamento né serio, né onesto. Ma se il governo, lo Stato, impone a me banca una politica suicida, non sono legittimato a difendermi con tutte le armi possibili, visto che se salto io faccio saltare con buone probabilità anche il sistema? Stante poi il fatto, che forse sfugge ai deputati del Pd, che le banche sono soggetti di diritto privato che devono generare utili, non Onlus. Quindi, delle due l’una. O i sette esponenti democratici sono degli esibizionisti che si attaccano a iniziative deliranti come queste per comparire sui giornali (salvo finire spernacchiati da un intero Paese) e guadagnarsi il loro minuto di celebrità, come diceva Andy Warhol, oppure sono degli ignoranti patentati, all’oscuro di fatti storici e dati economici acclarati. Oppure, terza ipotesi, sono ideologicamente in malafede.

Propendo per questa opzione e chiedo loro un atto di dignità: se i soldi e la ricchezza fanno così schifo, se il loro pauperismo da quattro soldi si sostanzia in un’urgenza di testimonianza da barzelletta ma irrefrenabile, si dimettano dallo scranno ottimamente pagato su cui siedono. Anche perché sono un disonore per le già malconce istituzioni repubblicane di questo Paese.

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COMMENTI
24/08/2013 - Infallibilità dei Politici! (Silvano Rucci)

Sappiamo che l’infallibilità è riservata al Sommo Pontefice, non sappiamo invece che anche i politici possono godere della stessa infallibilità, tanto da scatenare, con la complicità delle banche, una crisi Economica e Finanziaria mondiale, senza varcare minimamente la porta di un carcere! In Paesi come la Germania un deputato che ha sbagliato, non avendo fatto la propria tesi di laurea con farina del proprio sacco, ma avendola copiata, automaticamente si dimette dalla carica che occupa indegnamente. Questa è l’Etica! In altri Paesi invece gli errori macroeconomici passano sotto silenzio e tutto prosegue come prima. Sono Paesi questi della Repubblica delle banane? Questi silenzi assolutori sono il disonore delle Istituzioni Repubblicane!