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Economia e Finanza

FINANZA/ Il Monopoli mette in imbarazzo Obama (e il Pd)

Un’iniziativa di sette deputati del Pd porta a galla alcune contraddizioni delle politiche seguite negli Stati Uniti a proposito dei rischi finanziari. Ce ne parla MAURO BOTTARELLI

Fannie Mae, uno degli enti che ha erogato più mutui subprime (Infophoto)Fannie Mae, uno degli enti che ha erogato più mutui subprime (Infophoto)

Temo che si stia sottovalutando in maniera pericolosa, sostituendo all’indignazione un eccesso di ironia vacanziera, la portata di quanto accaduto l’altro giorno, quando sette deputati del Pd (Michele Anzaldi, Marina Berlinghieri, Matteo Biffoni, Luigi Bobba, Lorenza Bonaccorsi, Federico Gelli ed Ernesto Magorno) hanno scritto una lettera aperta all’Ambasciatore Usa, pubblicata a pagina 25 de Il Corriere della Sera, per protestare contro le modifiche apportate dalla ditta produttrice alla nuova versione del Monopoli. A loro dire, infatti, «sarebbe stata abolita la casella della “prigione”» nel gioco da tavolo che «da generazioni alfabetizza i giovani sui meccanismi del libero mercato». L’effetto? Si torna così «a esaltare la turboeconomia che ha aperto la crisi finanziaria del 2008, con il messaggio diseducativo che, in caso di violazione delle regole, non si viene neanche puniti».

Ora, già qui ci sarebbe da richiedere un Tso urgente, ma mi limiterò a ricordare ai sette deputati che il partito di cui fanno parte, con buone probabilità, verrà guidato a breve - o almeno potrebbe aver come candidato premier - Matteo Renzi (mi pare che i deputati in questione facciano parte proprio della sua corrente), politico che si fa finanziare gli eventi pre-primarie da Davide Serra, uno che a Londra ha fondato e guida Algebris, ovvero un fondo speculativo, non una Ong o un ostello della gioventù. Detto questo, ecco la parte più preoccupante della delirante iniziativa. I deputati ricordano infatti all’ambasciatore che «è tornato d’attualità lo scandalo dei mutui subprime che nel 2008 portò al crollo dei mercati azionari di tutto il mondo» e che il presidente Barack Obama a pochi mesi dal crollo di Wall Street nel 2009 aveva evidenziato la necessità di «nuove regole per la finanza, che correggano l’irresponsabilità sfrenata che ha generato la crisi economica».

E qui arrivano al punto. «In questi giorni, contraddicendo la chiave etica del Presidente», proseguono, la Hasbro sostituisce «le tradizionali proprietà immobiliari con pacchetti azionari di grandi multinazionali». Inoltre, «si passa dall’acquisto di immobili alla speculazione in Borsa». Al di là che tutto questo non è vero - né i pacchetti azionari, né i derivati, né l’abolizione della casella “prigione” - mi viene da chiedere: quale sarebbe l’etica del presidente Obama? Quella di lasciare che la Fed creasse, come ha fatto e come ha ammesso attraverso le minute del Fomc appena pubblicate, il più grosso schema Ponzi della storia senza fiatare? Quella di lasciar governare Wall Street da algoritmi e trading ad alta frequenza, con le conseguenze che abbiamo visto giovedì, quando l’afflusso di ordini su Apple ha mandato in tilt il Nasdaq per tre ore? O forse il far dettare l’agenda del “taper” dai Primary Dealers, ovvero le grandi banche che gestiscono l’emissione del debito federale, i quali hanno già deciso che si comincerà a rallentare da questo settembre (15 miliardi in meno, da 85 a 70 al mese di cui 10 miliardi in meno di Treasuries e 5 di Mbs), arrivando al blocco totale degli acquisti a giugno 2014?


COMMENTI
24/08/2013 - Infallibilità dei Politici! (Silvano Rucci)

Sappiamo che l’infallibilità è riservata al Sommo Pontefice, non sappiamo invece che anche i politici possono godere della stessa infallibilità, tanto da scatenare, con la complicità delle banche, una crisi Economica e Finanziaria mondiale, senza varcare minimamente la porta di un carcere! In Paesi come la Germania un deputato che ha sbagliato, non avendo fatto la propria tesi di laurea con farina del proprio sacco, ma avendola copiata, automaticamente si dimette dalla carica che occupa indegnamente. Questa è l’Etica! In altri Paesi invece gli errori macroeconomici passano sotto silenzio e tutto prosegue come prima. Sono Paesi questi della Repubblica delle banane? Questi silenzi assolutori sono il disonore delle Istituzioni Repubblicane!