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Economia e Finanza

IL CASO/ Ecco i nuovi "padroni" del mercato a caccia di Pil

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Ai consumatori tocca il compito di dover acquistare, ben oltre il bisogno, per trasformare il valore delle merci in ricchezza; di consumare l’acquistato per far nuovamente produrre dando continuità al ciclo produttivo e sostanza alla crescita economica. Ai produttori tocca fornire merci ancorché l’adeguato supporto alla capacità di spesa di chi acquista quelle merci.

 

C’è chi dovrà pagare il conto per avviare una crescita non drogata…

Facciamoli due conti: per i consumatori tutti clienti, clienti di tutto - tutto è stato reso merce, tutto deve essere consumato per far crescere l’economia - è necessario disporre di reddito adeguato alla bisogna per sostenere tal obbligo. Ai produttori tocca oliare il meccanismo che smaltisce il prodotto sottraendo rischio all’impresa. Ecco, appunto, sottrarre rischio all’impresa, un bel guadagno. Il costo? Lo paga il profitto: vanificato il rischio occorre rimettere in circolo quel reddito che lo retribuisce.

 

Cioè?

Quel remunero, redistribuito per dare sostegno alla domanda, tiene attiva la funzione consumo che rende efficiente la gestione dei fattori della produzione garanti dell’utile d’impresa; fa scendere il prezzo delle merce, rende competitivo il prodotto: il rendimento appezzabile! Come vede, cambiando la regola degli oneri e la gerarchia delle relazioni produttive che genera la prosperità economica si può fare meglio.

 

Il cambiamento che lei auspica con il suo libro non è da poco.

 Mettiamola così: un nuovo esercizio economico per un mondo nuovo; nuovo pure l’esercizio del comando. I produttori da comandanti a dipendenti; l’industria finanziaria, ridimensionata la funzione creditizia, torna d’acchito all’intermediazione che ben gli sta; alla funzione consumo, che occupa il centro della scena produttiva, tocca governare la crescita economica. Occorre aggiornare la ragione sociale del capitalismo: prima dei produttori, poi dei creditori, oggi, che la domanda comanda, dei consumatori. Cambiando l’ordine dei fattori produttivi il Prodotto interno lordo cambia, eccome: può tornare a salire.

 

(Daniela Bianchi)

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