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SCENARIO/ Deaglio: ecco perché i mercati "attaccano" Berlusconi (e l'Italia)

Pubblicazione:martedì 27 agosto 2013 - Ultimo aggiornamento:martedì 27 agosto 2013, 11.55

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Questi processi, finché restiamo in una situazione strutturalmente debitoria, non sono governabili. Stiamo spendendo più di quello che ci possiamo permettere. E’ inutile che continuiamo a gridare: “Democrazia!”. Piuttosto, mettiamo a posto la nostra spesa e, quando non avremo più bisogno di miliardi di euro all’anno per ripagare gli interessi sul debito, allora potremo operare come riterremo opportuno.

 

Il premio Nobel Nouriel Roubini, dalle pagine di Repubblica, ha affermato che con l’Europa, c’era una sorta di patto implicito in base al quale avremmo dovuto mantenere i nervi saldi almeno fino alle elezioni tedesche; l’attacco finanziario sarebbe il frutto della trasgressione di questo patto.

Mi pare una ricostruzione piuttosto intellettuale. Spesso la realtà è molto più semplice.

 

Sempre Roubini sostiene che la stabilità ci potrebbe consentire, sul breve termine, di chiedere una parziale ristrutturazione del debito.

Quello di cui noi abbiamo bisogno, e che possiamo chiedere legittimamente all’Europa laddove sussisteranno le condizioni, è di riscadenzare gli obiettivi di pareggio di bilancio, come è stato concesso a Francia e Spagna.

 

Quando siamo rientrati dalla procedura di infrazione per lo sforamento del tetto del 3% al rapporto deficit/Pil pensavamo che l’Europa ci avrebbe concesso qualche margine di manovra in più. Ci è stato risposto picche.

Per forza: siamo rientrati dalla procedura in maniera fortunosa, senza che la nostra economia uscisse dalla crisi. Ci è stato chiesto, quindi, di dimostrare di essere in grado di restare strutturalmente entro i parametri di Maastricht, di avere un governo stabile e di continuare sulla strada delle riforme e che, solo in seguito, ci sarebbe stato concesso più fiato per ridurre il debito. E’ evidente che ancora non abbiamo compreso il modo europeo di ragionare.  

 

(Paolo Nessi



© Riproduzione Riservata.

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COMMENTI
27/08/2013 - Un economista davvero chiaro. (Giuseppe Crippa)

Trovo i giudizi di Deaglio lineari e pacati ed il suo modo di presentarli chiaro e conciso. Mi auguro, fiducioso nella sua disponibilità, che il Sussidiario lo intervisti più frequentemente.