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SCENARIO/ Deaglio: ecco perché i mercati "attaccano" Berlusconi (e l'Italia)

Secondo MARIO DEAGLIO, rispetto al 2011, i nostri fondamentali sono migliori, mentre è stato inaugurato il percorso delle riforme. Tuttavia, tutto può ancora accadere

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Le borse crollano, lo spread risale, Mediaset perde il 6,2% (circa 150 milioni). Nel dubbio che il messaggio non fosse recepito, i mercati ci sono andati già pesante. Sarà sufficiente a indurre Berlusconi e i falchi del Pdl a più miti consigli e ad abbandonare ogni velleità sulla rimozione della fiducia al governo Letta? Vedremo. Nel frattempo abbiamo chiesto a Mario Deaglio, docente di Economia internazionale presso l’Università di Torino, che scenari si prefigurano.


E’ forse la possibilità del ritorno di Berlusconi? o l’instabilità politica? le elezioni anticipate? la fine dell’attuale governo? Cosa infastidisce esattamente i mercati?

Non credo che i mercati facciano analisi particolarmente raffinate. Diciamo che temono l’insieme di questi fattori. Temono, cioè, il rischio-Italia, composto da tanti piccoli rischi. Che si tratti di Berlusconi, dell’instabilità in quanto tale, piuttosto che del bilancio che non rispetta il limite del 3% del rapporto deficit/Pil, questo dipende dal tipo di osservatore che effettua l’analisi e dalla sua preparazione.

 

Il clima rischia di esasperarsi come sul finire del 2011, quando il default era considerato un’eventualità estremamente realistica?

Questa è una delle opzioni. Tuttavia, rispetto ad allora, siamo distanti da un simile scenario: i nostri fondamentali sono migliorati. Abbiamo, soprattutto, fatto le riforme. Non credo che ci stiamo indirizzando verso catastrofi finanziarie imminenti. Tanto più che i contraccolpi sull’economia reale, se dovevano verificarsi, si sono ormai già verificati da tempo. In ogni caso, l’andamento dell’asta dei titoli di oggi (dobbiamo vedere in quanti accoreranno) ci permetterà di farci un’idea un po’ più precisa.

 

Nella peggiore delle ipotesi cosa potrebbe succedere?

Difficile prevedere il peggio. Anche perché l’orizzonte internazionale è molto perturbato. Valuto con estrema gravità la situazione politica internazionale. I venti di guerra del Mediterraneo stanno coinvolgendo anzitutto Stati uniti e Russia. Da qui potrebbe giungere uno sconvolgimento tale da alterare i nostri tranquilli ragionamenti. Anzitutto, in termini di una profonda instabilità.

 

Ogni volta che la politica agisce in maniera sgradita ai mercati, questi si vendicano. Non crede che si ponga un problema per la democrazia, e che tali processi economici andrebbero governati?


COMMENTI
27/08/2013 - Un economista davvero chiaro. (Giuseppe Crippa)

Trovo i giudizi di Deaglio lineari e pacati ed il suo modo di presentarli chiaro e conciso. Mi auguro, fiducioso nella sua disponibilità, che il Sussidiario lo intervisti più frequentemente.