BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

AGOSTO 2013/ Gli errori di Europa e Usa avvicinano la fine dell'Italia

Infophoto Infophoto

E, tuttavia, incoraggiate dalla moral suasion degli Usa, decisi a rinnovare il blocco di comando egiziano fondato su militari saprofiti ma efficienti nel mantenimento dell'ordine nei confronti in primo luogo di Israele. L' incomprensione dei cambiamenti avvenuti nel mondo arabo e persiano e turco da parte degli Usa è stata catastrofica, impedendo a essi di valutare l'instabilità del radicamento istituzionale dei Fratelli musulmani. Non basta aver costituzionalizzato il proprio comportamento come è accaduto in Giordania e in Marocco (sacre monarchie, però, non dimentichiamolo, per la discendenza diretta di esse dal Profeta!) per circa cinquanta anni, non basta tutto ciò per essere in grado di governare un paese come l'Egitto o la Libia!, superando i legami con le radici islamiche fondate sull'identità di legge islamica e legge dello stato. Si è dimenticato che l'ala dura dei fratelli safarditi non solo godeva di un forte appoggio da parte sia dell'Arabia Saudita sia del Quatar (paesi l'un contro l'altro in competizione per questioni di potere regionale). Non bastava quindi sostituire ai militari coloro che si pensava si fossero costituzionalizzati per trasformare il sistema di pesi e di rilevanze nel Medio Oriente e in Nord Africa. 

Il meccanismo di disinnesco della dittature militari con una riforma politica affidata a forze come i sunniti radicali ha avuto lo stesso effetto che si è prodotto in Iraq e ben prima in Iran, portando di fatto al potere lo sciismo più intransigente che costituisce ora il fattore che, dopo aver destabilizzato la Libia e la Siria, comanda in Iraq e dall'Iran dilaga nelle terre centro-africane ponendo in forse la stabilità dei Congo che si erano costruiti faticosamente dopo le guerre dei grandi laghi e i genocidi che avevano lasciato il posto a una partizione territoriale sino a ora inusitatamente affidata alle élites africane direttamente negozianti; sia con la Cina sempre più invadente, sia con le antiche potenze coloniali, Francia e Regno Unito in primis.

La riclassificazione dei poteri in Centro Africa non potrà non fare i conti con la stabilizzazione della Nigeria. Questo è il nation building fondamentale per comprendere − unitamente ai Congo − quale sarà il destino di queste terre e di queste culture. Più complesso ancora il problema di tutta l'aerea che va dal Marocco e dal Golfo all'Iran e che costituisce la nuova terra di confronto nel mondo islamico, che vede sempre più allontanarsi da sé il ruolo egemonico degli Usa con conseguenze che possono essere devastanti se questo vuoto non viene subito colmato. Il tema energetico è fondamentale ma non sufficiente per comprendere la situazione. Anche nel 1956 − in occasione della guerra scatenata da Israele, Francia e Regno Unito contro Nasser, il quale nazionalizzava il Canale di Suez − gli Usa colsero l'occasione per sostituirsi alla decadenza dell'egemonia inglese con una spregiudicata lotta contro l'influenza sovietica che salvò l'Egitto e Israele, insieme, dalla rovina. 

Ora il gioco è più complicato. Certo: gli shale oil and gas determinano un indebolimento crescente dell' Opec, come è denunciato dai sauditi con pronte smentite e fenomenologiche evidenze di divisioni nella famiglia reale: ma il confronto con l'Opec è assai più antico. Inizia da quando, alla metà degli anni 70, le riserve proven and unproven hanno iniziato a concentrarsi non più nelle mani delle majors, ma invece in quelle delle Nocs, ossia delle compagnie nazionali in prevalenza non Opec che oggi ne posseggono il 90%.


COMMENTI
28/08/2013 - GUERRA (alcide gazzoli)

tutta la turbolenza italiana rispecchia la grave situazione internazionale di guerra che gli Usa si apprestano a scatenare a partire dalla Siria. L'Italia da sempre paese dialogante con le diplomazie internazionali e massimo interlocutore dei paesi del mediterraneo per una politica di distensione e pace, è un ostacolo alle strategie aggressive dei paesi egemoni alla ricerca di fonti energetiche e di posizioni geopolitiche di dominio. Tutti questi ultimi decenni ne sono stati un gravissimo esempio: tangentopoli e la destabilizzazione italiana che prosegue sistematicamente dal 94 senza una autorevole mediazione di forti partiti nazionali capaci di opporsi all'ingerenza straniera è la drammatica esperienza a cuì siamo esposti. L'antica politica estera degasperiana-andreottiana di distensione e di rapporto con i paesi africani e non solo ( anche collaborando direttamente con dittatori di opposti schieramento) ha garantito all'Europa e al mondo un 50nnio di pace e anche in quei paesi di difficile democrazia progressi ai diritti religiosi,politici, civili e incremento dei rapporti commerciali ed economici. Destabilizzando l'Italia che è il paese "ponte" per eccellenza ( sia di cultura, religione, razze, economia.. ) tra il continente africano e l'Europa - di assoluta importanza geopolitica - si potrà minare l'Europa e quindi impedirgli di svolgere la sua influenza sul teatro mondiale. Chi ne guadagnerà? Usa, Cina...Chi potrebbe opporsi a questo disegno: la Russia. E l'Europa

 
28/08/2013 - Pubblicazione 28 Agosto Sapelli (alberto mantovani)

Complimenti e Grazie. Le vorrei inoltre porre due domande a proposito della mancanza della Russia in Europa. Qualcuno recentemente ci ha provato stringendo anche rapporti extrapolitici con Putin? E se si potrebbe essere questo il motivo per cui vorrebbero farlo fuori con mezzi non politici?